Startup, 5 errori spesso sottovalutati

Partiamo dalla salita: nel 2017 c’è stato un boom di nascite tra le startup innovative che conta un raddoppio delle giovani imprese dal 2015 ad oggi. Gli incentivi per la loro apertura sono stati tanti, come poter costituire una startup innovativa senza il notaio e il rafforzamento degli incentivi agli investimenti.

Quando inizia la discesa? Quando si pensa che per portare avanti una startup e soprattutto per trasformarla in una attività di cui poter vivere basti un’idea valida, creativa o originale.

Il motivo per cui una grande percentuale di startup non ha un futuro nel medio-lungo termine è perchè si sottovalutano degli aspetti fondamentali che fanno parte della creazione di un’impresa (che alla fine è quello che è una startup, anche se impresa fa sembrare tutto più impegnativo).

  1. Non conoscere il mercato: avere un’idea e pensare che se questo prodotto/servizio ancora non esiste allora chi lo produrrà farà fortuna. In realtà c’è anche una seconda opzione: se questo prodotto/servizio ancora non esiste è perchè nessuno lo desidera.
  2. Sbagliare la squadra: un team non assortito al meglio, con i singoli membri troppo concentrati solo sul loro compito o un team troppo entusiasta e/o poco realista; non si può fare tutto da soli!
  3. Scalare immediatamente: anche qui l’entusiasmo gioca brutti scherzi. Se si ricevono dei finanziamenti è meglio stabilire prima una struttura solida e buttarsi solo in seguito nella crescita aziendale. Una scalata incontrollata fa vacillare le fondamenta.
  4. Decidere giorno per giorno: una pianificazione chiara e la divisione dei compiti è fondamentale per andare avanti e non pensare che qualcun’ altro stia risolvendo problemi di cui nessuno si occupa.
  5. Avere troppi obiettivi: l’idea deve essere una. Voler realizzare troppo disperde energie e concentrazione. Soprattutto all’inizio bisogna restringere il mercato anche se porta ad accantonare altre idee promettenti. Un ampliamento del tipo di attività verrà da sè, se è veramente necessario.

Essere consapevoli delle ragioni degli insuccessi non serve però a scoraggiare ma anzi a evitare di commettere errori e farne tesoro. Se state pensando di mettere in piedi una startup quindi, potrebbe essere utile dare uno sguardo a autopsy.io, un sito fondato da Matthew Davies, Maryam Mazraei, e Niral Patel, titolari dell’agenzia di comunicazione Milc. Nato da una loro personale esperienza fallimentare, raccoglie tutte le tristi storie delle startup che come la loro, purtroppo, non ce l’hanno fatta.

I haven’t failed. I just found 10.000 ways that won’t work [Thomas Edison].