Perché non possiamo cambiare idea?

Pur cambiando spessissimo idea quando si tratta di ordinare al ristorante o comprare un paio di scarpe, accade molto meno spesso che siamo (o ci mostriamo) così indecisi quando passiamo a questioni “più alte” o relative alla nostra professione. In questo caso cambiare idea non sembra possibile. Generalmente crediamo che sia buona prassi essere coerenti, attenersi ai nostri valori fondamentali, sposare la soluzione scelta inizialmente senza mettere nulla in discussione. Insomma una volta presa una decisione, ci piace difenderla.

Siamo affidabili, granitici, non solo ai nostri occhi ma di tutti gli spettatori e partecipanti. Il cambiamento potrebbe indurre gli altri a pensare che ci manca fiducia in noi stessi. Siamo per questo portati a pensare che, in qualche maniera, il cambiamento sia negativo. Questo è ancora più vero se siamo in una posizione di controllo, se siamo dei “leader”. Quando gli amici o i colleghi ci osservano avremo più difficoltà a cambiare idea e questa pressione ci porterà a lottare per restare coerenti. Per nessuna ragione che non sia la pubblica approvazione scegliamo di essere coerenti anziché onesti con noi stessi.

Un pericoloso mix di non voler deludere e orgoglio personale ci impedisce di cambiare posizione quando è più necessario.
Se un cliente, un capo, un team ci sceglie come professionisti cosa succede se cambiamo idea a metà del progetto? Possiamo cambiare idea? O dovremmo essere coerenti con quanto affermato in precedenza solo per amore della percezione perfetta?

Cambiare opinione dovrebbe essere in realtà percepito in modo molto positivo. Jeff Bezos afferma che le persone che hanno ragione spesso cambiano idea. Le persone intelligenti rivedono le loro decisioni perché hanno raccolto nuove informazioni che prima non avevano in mano.

Steve Jobs è un altro esempio perfetto. Siamo abituati a tenere Steve Jobs su un piedistallo e ci piace pensare a lui come al maestro onnisciente del personal computing e del buon design di prodotto. In realtà Steve Jobs era famoso per cambiare idea spesso, diceva una cosa e il giorno dopo sosteneva il contrario.

Un esempio di carattere diverso è quello di Barack Obama che nel 2004 affermò che il vero matrimonio era fra uomo e donna. E solo un paio di anni dopo dichiarava “Ho appena concluso che per me è importante andare avanti e affermare che le coppie dello stesso sesso dovrebbero essere in grado di sposarsi”.

Ci vuole coraggio per cambiare idea

Nuovi dati o informazioni possono aiutarci a cambiare idea quando prendiamo decisioni. Per cambiare idea su un progetto lavorativo ad esempio, perché siamo in possesso di nuovi dati proprio come fa Jeff Bezos, ci vuole coraggio ma ha senso ed è la cosa giusta da fare. Possiamo usare questi nuovi dati in nostro possesso per spiegare il cambio di rotta. Anche con un cliente, un collega, un capo.

Cambiare idea è buono e giusto se si seguono due regole di massima:

  1. Cambio idea quando ho nuovi dati disponibili che validano il mio pensiero, o forti esperienze emotive che hanno alterato la mia opinione.
  2. Comunico in modo chiaro le ragioni del mio cambiamento cosicché le persone intorno a me possano seguire il mio ragionamento.

Probabilmente cambiare pensiero danneggerà la nostra reputazione anche spiegando e validando la scelta, ma è giusto cercare di minimizzare il danno ricordando che la cosa peggiore che possiamo fare a noi stessi è essere coerenti perché tutti ritengono giusto esserlo o per paura di turbare il prossimo. Avere una mentalità aperta comporta farci continuamente domande invece di accontentarci di risposte. Significa contemplare continuamente la possibilità di sbagliare, e dirsi che è così che è giusto procedere. Abbiate coraggio e cambiate idea!