Micro meglio che Macro: Influencer

Ok. Abbiamo capito che non si può portare avanti una campagna su un prodotto senza avere un endorsement da parte di un Influencer. Mentre però sembrava ormai chiara la supremazia delle super celebrities come Chiara Ferragni, qualcosa è cambiato.

La generazione dei Millennials vuole sentirsi partecipe di un brand e non uno spettatore distante da un mondo troppo imbellettato. Per sentirsi partecipe deve potersi considerare al pari di chi rappresenta quel brand. I super Influencer sembrano a volte troppo lontani dalla vita quotidiana di noi comuni mortali, per poterci coinvolgere pienamente in un’esperienza d’acquisto. In più, ormai è chiaro ai Millennials e alla generazione Z come le grandi celebrities usino determinati prodotti o li condividano solamente perché gli sono stati regalati. Questo crea una mancanza di fiducia verso gli endorser e di conseguenza verso quelle scarpe, collane, computer…

I micro influencer invece sono persone normalissime: il vicino di casa, il compagno di università, il collega al lavoro. Hanno un seguito medio sui 5.000/10.000 followers (parliamo in particolar modo di Instagram), un potenziale di spesa esattamente come il nostro, parlano come noi e hanno più o meno lo stesso stile di vita.

Per questo sono più “trustworthy”. Ciò che condividono è percepito come qualcosa che veramente è di loro gradimento e non come qualcosa che sono stati pagati per condividere. Parlano un linguaggio più diretto e appaiono come qualcuno in cui potersi identificare.

È più facile coinvolgere l’audience quando questa vede una reazione positiva, tramite post o foto, di un altro consumatore (lo stesso concetto delle recensioni insomma). Per questo utilizzare una persona “qualunque” (senza nulla togliere a tutte noi persone qualunque) è più ingaggiante rispetto  a pagare un macro influencer €1.500 per un post su Instagram.

Ovviamente, un micro influencer rispetto a un macro ha dei contro. Il suo pubblico è ristretto, quindi ci si deve appurare del fatto che sia esattamente il target che stiamo cercando di raggiungere, non ci si può permettere di perdere l’attenzione di 1.000 persone su 5.000. Questo problema però si aggira ingaggiando un micro influencer che ha già interagito con il brand e che ha già dichiarato il suo gradimento verso quest’ultimo: sarà felice di collaborare e il suo amore per il brand sarà reale.

Per fidelizzare i consumatori non bisogna inventarsi nulla. Keep it real!