Il digitale può salvare vite umane. Intervista a UNHCR.

L’UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è la principale organizzazione al mondo che si occupa di proteggere i diritti di milioni di rifugiati e sfollati da oltre 65 anni. È riuscita ad aiutare più di 60 milioni di persone e si è giustamente meritata due Premi Nobel per la Pace, nel 1954 e nel 1981.

È il punto di riferimento per la protezione dei rifugiati ed è stata capace di coinvolgere attivamente le persone riuscendo a farle agire concretamente in favore dei rifugiati, probabilmente proprio perchè è sempre stata al passo coi tempi, usando per le sue campagne i mezzi digitali, il modo più penetrante per entrare in contatto con il target.

L’ultima azione, iniziata da pochi giorni, è la campagna #WithRefugees, lanciata in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, che si tiene oggi, 20 giugno. Questa giornata sostiene la forza, la speranza e il coraggio di tutte quelle persone che scappano dalla propria casa per ricostruirsi una vita, pur rischiando di perderla durante il viaggio.

Per capire cosa ognuno di noi può fare per mostrare la propria solidarietà e soprattutto metterla in pratica, abbiamo intervistato Carlotta Sami, dal 2014 la portavoce UNHCR per il Sud Europa e capo ufficio stampa dell’Ufficio di Roma dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, per farci spiegare meglio la nuova iniziativa #WithRefugees.

Quanto gli strumenti digitali sono stati importanti nei processi migratori?

Per rispondere in modo tempestivo ed efficace alla situazione drammatica che vede oltre 65 milioni di persone in fuga da guerra e violenza è stato necessario negli ultimi anni introdurre diversi elementi di innovazione tecnologica soprattutto in ambito di protezione, assistenza umanitaria, accesso all’istruzione ma anche rispetto alle attività di informazione e sensibilizzazione sulla condizione vissuta dai rifugiati nel mondo.

Ci puoi raccontare un paio di iniziative di UNHCR in cui il digitale ha svolto questo ruolo?

Una delle innovazioni più riuscite è quella che riguarda i processi di registrazione delle persone che necessitano di protezione, un aspetto che ha acquisito un’importanza crescente a fronte dell’incremento costante delle migrazioni forzate. Si tratta della scansione dell’iride dell’occhio della persona da registrare, un sistema che rende più semplice identificare le persone vulnerabili e registrare i bisogni in modo da fornire documenti e assistenza mirata. Una delle applicazioni più interessanti di questo sistema è certamente la Cash Assistance, ovvero l’assistenza economica diretta ai rifugiati. Grazie alla scansione dell’iride, l’erogazione del denaro è più sicura, rapida, flessibile e meno costosa in quanto, in questo caso, il dispositivo è direttamente collegato ai bancomat della rete ATM . Un altro esempio è il progetto Connectivity per migliorare l’accesso dei rifugiati alla tecnologia mobile e alla rete in 10 paesi, tra i quali Libano, Zambia, Malawi ed Etiopia. La connessione a internet per i rifugiati è essenziale ad esempio per rintracciare i membri della famiglia di cui hanno perso il contatto dopo la fuga o per riunirsi a loro quando le condizioni lo consentono ed evitare così isolamento o episodi di violenza. Ma gli strumenti digitali sono importanti anche per la diffusione di una corretta informazione sui rifugiati. In questo senso, applicazioni per telefoni cellulari come My Life as a Refugee, o il progetto Searching for Syria sviluppato con Google, si rivelano molto importanti per il pubblico giovane ma non solo. 

Quali iniziative avete previsto per la Giornata Mondiale del Rifugiato?

Quest’anno l’UNHCR ha lanciato la campagna #WithRefugees per la Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno. Il programma della campagna è molto ricco di iniziative che andranno avanti fino alla fine di giugno e che spaziano dallo sport, alla musica, al cibo, all’arte. Sono tutte iniziative accomunate da un messaggio chiaro, ovvero che mai come in questo momento è necessario stare dalla parte dei rifugiati.

In cosa consiste la campagna #WithRefugees e come può, ognuno di noi, dare il suo contributo?

L’idea di fondo della campagna è di amplificare la voce dell’Italia che accoglie e di rafforzare l’incontro tra comunità locali, rifugiati e richiedenti asilo per promuovere la conoscenza reciproca. Tutti possono contribuire direttamente alla campagna e in diversi modi. Ad esempio prendendo parte a uno dei tantissimi eventi in programma in tutto il territorio italiano e consultabili sul sito https://withrefugees.unhcr.it/, da cui è anche possibile partecipare attivamente condividendo la propria foto sui social network oppure firmando la petizione.