I life coach non sono truffatori

Benjamin P. Hardy è lo scrittore numero uno di medium.com

È quello che si dice un motivatore, un life coach o un leader trainer.

I suoi articoli sono tutti incentrati sul prendere in mano la propria vita, capire quali sono i propri obiettivi e perseguirli.

Detta così, ognuno di noi potrebbe pensare che lo stia già facendo. In realtà non credo che molte persone si siedano a tavolino, ogni giorno con se stessi, e pensino a dove stiano andando. Credo che molti si trascinino e si lascino trascinare dalle scelte che qualcun altro ha compiuto per loro, dalle scelte che il destino gli ha fatto cadere addosso senza chiederle.

E per alcuni di noi va bene, per quelli che non si fanno troppe domande sulla direzione della propria vita, per quelli che fondamentalmente uno scopo non ce l’hanno o non vogliono averlo, perché gli va bene un’esistenza tranquilla, senza incastrarsi in troppi trip mentali.

Gli altri invece, quelli che le domande se le pongono, quelli che si pongono anche degli obiettivi e che molte volte faticano a raggiungerli o falliscono nel farlo, sanno che non è facile prendere in mano la propria vita e seguire una strada lineare fino al raggiungimento dei propri scopi.

Vedendo i classici film Americani con personaggi un po’ esagerati che spronano a perseguire The American Dream – perché tutto è possibile e tu, proprio tu, puoi riuscirci – siamo abituati a diffidare da chi si proclama un motivatore e a pensare che ci sia sempre una truffa dietro l’angolo.

Io ho rivalutato queste figure. I cosiddetti motivatori ci insegnano a schematizzare la nostra vita, ad organizzarla, rendendo più semplice il raggiungimento degli obiettivi e facendoci rendere conto delle cose che invece vanno eliminate, che non ci aiuteranno a raggiungere il nostro scopo finale ma che ci renderanno solo più indaffarati e nevrotici, spostando la nostra attenzione ed energia da ciò che è veramente fondamentale.

Quando leggete un articolo che parla del corso del proprio destino – che sia di Benjamin P. Hardy o di qualsiasi altro – scoprirete che tutto ciò che viene scritto era già ben impresso nella nostra mente. Sappiamo già, dentro di noi, cosa dobbiamo fare ogni giorno, qual è l’atteggiamento giusto da avere e in che modo relazionarci con il mondo, allo scopo di diventare chi vogliamo essere.

Ma fin quando queste cose non le leggiamo, abbiamo una scusa per procrastinare i cambiamenti che sappiamo di dover fare. Fin quando nessuno ci dice di essere d’accordo con noi e che il problema per le nostre deviazioni è proprio quello che pensavamo (mancanza di motivazione, obiettivo sbagliato…), facciamo finta di niente.

Il primo passo per cambiare la propria vita allora, o solo qualche ambito di questa in cui non siamo soddisfatti, è proprio leggere qualcosa sull’argomento, che ci faccia tirare fuori di nuovo la volontà che avevamo un tempo, l’entusiasmo e la motivazione nel perseguire i propri scopi. Magari poi potete anche saltare gli step in cui si consiglia di svegliarsi alle 6 del mattino e fare meditazione (cosa che io salto a piè pari), però avrete almeno ammesso finalmente a voi stessi che il corso della vostra vita dipende solo da voi.

God Bless the American Dream!

Photo credits: Fotolia