Facebookumentario, Timeline racconta la storia [CASE HISTORY]

36 anni possono essere lunghi. 36 anni sono infiniti se li si passa ad attendere.
I parenti delle vittime hanno subito sulle loro spalle il record giudiziario italiano, in negativo. Perchè 36 anni son durati i processi per scovare chi fosse l’ideatore dell’attentato che il 28 maggio del 1974 ha ucciso 8 persone ferendone 100.
Una manifestazione antifascista, indetta proprio per protestare contro tutte quelle bombe che stavano esplodendo a Brescia e in Italia (sono passati solo 5 anni da Piazza fontana, e Brescia sarà il primo di una serie di attentati che andranno a segnare quella che venne chiamata “Strategia della tensione“).
E quella bomba che è esplosa ha giustiziato 8 persone colpevoli di essere i primi ad opporsi al terrorismo italiano degli anni ’70.
La memoria storica delle stragi italiane è una cosa che, se mai è esistita, ora si sta perdendo. Si guarda a questi avvenimenti come acqua passata. Materiale d’archivio impolverato, che non vale la pena riesumare. Azioni (come dichiarato pochi giorni fa dal Presidente della Repubblica Napolitano) destinate a non ripetersi.
Mantenere viva la nostra memoria non è solo un gesto di rispetto verso le vittime, ma anche un dovere civile nei confronti di una nazione giunta allo stremo delle sue forze, che fatica a reggersi sulle proprie gambe, schiacciata dello straripante bagaglio di nefandezze senza nome e senza volto che da anni trasporta.
Quale modo migliore per restituire vita, a questa parte di storia, tramite un mezzo di comunicazione e condivisione come Facebook. La Timeline, pensata per raccontare e condividere la vite private, qui si fa portavoce e testimonianza visiva di una delle più sanguinose stragi del dopoguerra italiano.

La Timeline aiuta nel seguire il susseguirsi cronologico dei fatti dando la possibilità di integrare al suo interno tutti i media supportati da internet, ovvero audio, video, testi, fonti, mappe, ecc.
Raggruppando così il materiale telematico riguardante questi fatti, sparso per la rete, e dando omogeneità e la dignità storica che questi fatti, dopo tutti questi anni, meritano.

Guest post | Isacco Chiaf, Designer e comunicatore sociale
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