Usa: armi di propaganda nei social network

Account finti sui principali social network per propagandare i valori a stelle e strisce. L’intelligence miliare Usa ha messo a punto un software in grado di creare persone dall’identità verosimile per iscriverle su Facebook, Twitter e via dicendo. Lo scopo è farle poi partecipare attivamente alle discussioni su Whashington in difesa dell’operato dello zio Sam.

Nel dettaglio, l’arma di propaganda di massa non è ancora pronta, ma il Comando Centrale Usa, ha rivelato il Guardian, ha già sottoscritto un accordo con un’azienda californiana, di cui possiamo leggere alcuni dettagli sul sito federale FedBizOpps. Il software in dotazione all’esercito americano consentirà a ogni marine di indossare i panni di dieci persone diverse simultaneamente in ogni turno di lavoro.

I propositi sono ovviamente buoni: combattere i terroristi e difendere la reputazione del Paese dagli attacchi dei nemici. Gli interventi saranno su siti e social network in cui si parla una lingua differente dall’inglese, e principalmente arabo, persiano, urdu e pashtu.

Gli Usa hanno quindi deciso di fare una campagna virale per promuovere la loro bandiera, alla stregua di quello che potrebbe fare la Coca Cola in caso di eccessivo successo della Pepsi. Ovviamente non mancano le critiche: così facendo si manipola, in qualche modo, l’immagine di un paese. E in effetti sembra un’idea figlia della cultura censorea cinese.

A ben pensarci qui c’è in gioco qualcosa di molto subdolo: portato all’estremo, questo è uno strumento che consente a un esiguo numero di persone addestrate di manipolare l’immagine e il pensiero di molti su un determinato argomento.

Chi ha visto Inception ricorderà l’impresa di Cobb & company impegnati a seminare nella mente dell’imprenditore Fisher l’idea di dividere l’impero aziendale costruito dal padre, per favorire l’ultimo brand rimasto a fronteggiarlo. In quel caso si usava un software per violare i sogni del target, in modo da piantare un’idea nel suo subconscio e lasciarla germogliare nella realtà.

Cosa potrebbe fare un programma come quello a cui lavorano gli Usa nelle mani di una multinazionale? Pensate a cosa accadrebbe se falsi documenti segreti sugli effetti collaterali della Coca Cola andassero diffondendosi in rete.

Peggio certo sarebbe se qualche decina di talebani fosse in grado di fare proseliti online invadendo gli Usa di presunte notizie che il governo federale starebbe occultando! Già oggi dell’11 settembre esiste una realtà diversa da quella ufficiale sposata da molti attraverso la condivisione in rete.

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