Cosa pensare dei follower falsi di Beppe Grillo?

Pochi mesi prima delle rivelazioni di Calzolari sui follower falsi di Grillo, era girata questa infografica realizzata dai Casaleggio (Il panorama della campagna elettorale digitale) che celebrava i successi di Grillo sul Web.

Poi è scoppiato il putiferio con le rivelazioni dello studio di Calzolari sui follower falsi di Grillo, che aveva condotto su un campione di 20.000 follower. L’accusa era la seguente: dei 641.000 follower di Grillo su Twitter il 50% è falso. Qual’è stato il criterio scelto per stabilire se questi follower erano falsi o meno? Secondo i parametri della ricerca i profili falsi mancano di foto, hanno meno di 20 follower, hanno pochi tweet e altri criteri di questo tipo.

La risposta di Grillo è stata immediata: il criterio è troppo arbitrario e nessuna società ad oggi è realmente in grado di capire se un utente è umano o un robot. Tanto più che di robot in rete ne è pieno e tutti gli utenti hanno un certo numero di fake tra i loro follower. Gli ha fatto eco anche l’importante rivista online Linkiesta con la pubblicazione di un articolo dell’epistemologo Paolo Bottazzini. Entrambi gli articoli concordano nel dire che non ci sono gli strumenti adatti per distinguere un utente umano da un robot.

A questo punto ho deciso di analizzare il profilo Twitter di Beppe Grillo con il software Faker Status People che analizza i profili falsi di un utente Twitter adottando più o meno gli stessi criteri del prof. Calzolari. Il risultato è stato ancora più strabiliante: il 46% è falso, 41% è inattivo e solo il 13% è buono. Quindi sono andato a controllare di persona e ho notato che tra i follower di Grillo, effettivamente, ce ne sono molti senza foto, con un solo follower e con pochi tweet all’attivo. In breve, sembrano proprio dei falsi (Come scovare i follower falsi dei tuoi avversari politici).

C’è da dire anche che Twitter sta entrando solo adesso nel mercato italiano in maniera seria, se ne è parlato tanto, ma molti, dopo aver aperto un profilo, l’hanno abbandonato subito. Infatti, secondo Fakers Status People il 41% dei follower di Grillo è inattivo, ma questo è un problema che attiene soprattutto all’immaturità digitale degli italiani. Non è certo colpa di Grillo.

Che dire invece del restante 46% di profili cd. “falsi”? Sul blog, Grillo si è difeso dicendo che se avesse comprato i follower un tale dato sarebbe apparso chiaro nello storico del suo profilo. Effettivamente se analizzate lo storico del profilo di Grillo la crescita appare del tutto naturale e progressiva (Crescita naturale dei follower di Grillo). Non appare traccia di una crescita spropositata di follower, che sarebbe indice di un acquisto in blocco di migliaia di follower.

Però c’è da dire un’altra cosa a favore di Calzolari: la Casaleggio è una società che ha una partnership con la società americana Enamics che a sua volta collabora con la Bivings. Queste società operano negli USA e si occupano di creare dei flussi di opinioni per le aziende. In pratica creano decine di migliaia di account falsi su forum, social network e blog per orientare i commenti a favore di un certo prodotto. Pare che la Bivings abbia oltre 8.000 falsi profili web in oltre 12.000 forum (Che cosa c’è dietro Grillo).

Insomma, non so se i follower di Grillo siano creati ad hoc o meno, ma certamente è pratica comune per queste aziende creare profili falsi, ecco perché la rivelazione di Calzolari non mi ha meravigliato molto.

Detto ciò, vorrei precisare che questo non mette assolutamente in dubbio il primato di Grillo in Italia per uso della Rete. La capacità di sfruttare il web non si vede certo dal numero di follower: Lady Gaga è l’utente più seguito al mondo, ma temo non sappia nemmeno come ci si iscrive a Facebook.

La caratteristica di Grillo e del Movimento 5 stelle sta nel fatto di aver utilizzato il web come strumento organizzativo e la tv come strumento di diffusione di massa. Dopotutto è la stessa strategia di Obama che nel 2008 da un piccolo gruppo di americani determinati (solo 13 milioni di persone lo seguono sulla newsletter su una popolazione di 300 milioni) ha organizzato un’imponente campagna elettorale online raccogliendo grazie al web la più alta cifra di donazioni nella storia delle campagne elettorali americane (500$ milioni). Lo stesso Obama, come Grillo, si è avvalso della TV per diffondere il messaggio, infatti di quei 500$ milioni quasi tutti sono stati spesi per la propaganda in TV.

Il modello è molto simile e sembra che i risultati lo siano altrettanto. Dopotutto, secondo Fakers Status People, solo il 25% dei follower di Obama sono buoni.