Come trovare lavoratori in gamba grazie ai social network

Trovare lavoro al giorno d’oggi è difficile. Specialmente in certi settori, come quelli creativi. Le qualificazioni non bastano più. I datori di lavoro cercano passione, personalità e carisma.

Nel suo libro “La fine è il mio inizio”, Tiziano Terzani racconta di quando appena diplomato, una banca gli offrì un posto di lavoro, senza nemmeno averlo incontrato. Adesso, ciò sarebbe impensabile.

“Che tipo di biscotto sei?” è solo una delle tante domande strambe che Google chiede ai suoi candidati durante un colloquio di lavoro. Aziende grandi e piccole spesso si ritrovano scrivanie inondate di curriculum e riuscire a fare una selezione per trovare la persona perfetta diventa una missione impossibile.

Si, perché al giorno d’oggi non si assume solo un collega che timbra il cartellino dalle 9 alle 18, ma una persona con spirito di squadra, che abbia più o meno gli stessi interessi degli altri colleghi, con cui poter andare a bere una birra insieme e che più ne ha più ne metta. Molte aziende giustificano questo screening con la seguente retorica: in una settimana passiamo più ore con i propri colleghi che con i nostri cari, ecco perché chi assumiamo deve essere il tassello mancante del puzzle. E come dargli torto.

Con i costi delle agenzie di recruitment alle stelle, le piccole e medie imprese si trovano di fronte ad un dilemma: una volta pubblicato l’annuncio, come è possibile, in maniera veloce ed efficace, trovare il candidato giusto?

Ecco che i social network entrano in gioco. Non solo sono una ulteriore piattaforma gratuita per spargere la voce se una posizione è disponibile, ma offrono l’opportunità mai avuta prima di entrare nella vita dei candidati e riuscire ad avere un’idea della loro personalità. Non più ex-fidanzati curiosi, ma anche possibili futuri boss a curiosare sui nostri profili.

Tra tutti i social network, molti nati un po’ per caso e senza una direzione chiara (vedi Twitter), spicca invece LinkedIn, che é da subito riuscito a imporsi con un solido e redditizio business model. $44.5 milioni è la cifra che ha incassato finora quest’anno, una fetta di mercato che Facebook è interessato a conquistare. In fase di transizione e alla ricerca di un’identità al passo con i tempi, l’azienda di Menlo Park ha introdotto da pochi giorni la possibilità di includere nel profilo le proprie capacità professionali. Se si pensa ai cambiamenti che introdurrà la Graph Search – leggi cos’è e a cosa serve -, Facebook potrà diventare un ecosistema digitale autonomo nel quale ricercare amici, futuri colleghi ed informazioni.

Un colloquio di lavoro ormai non basta più. Inutile mentire di saper parlare il finlandese, prima o poi la menzogna verrà scoperta tramite la rete. I colloqui diventano due, tre, quattro, spesso vi si aggiunge una prova simulata ed un’uscita con il team. Se non si condividono tweet interessanti e non si aggiorna regolarmente il proprio blog, si è tagliati fuori a priori per certe posizioni.

Una corsa a ostacoli, insomma. Il datore di lavoro, infatti, diventa sempre più esigente e i social network uno strumento potente alla sua portata: per tagliare i costi e per capire il candidato.

E quando anche questo non basterà più?

A spingersi oltre ci ha pensato l’emittente televisiva britannica BBC, sta trasmettendo il programma “The insider”. Prominenti aziende selezionano una rosa di candidati, li invitano per un tirocinio di una settimana a spese dell’azienda, durante il quale vivranno e lavoreranno sotto lo stesso tetto di un impiegato sotto copertura. Quest’ultimo avrà l’opportunità di osservare come sono i candidati veramente e idealmente, scegliere in maniera migliore.

Bei tempi quando bastava solo una stretta di mano.