Social media, le previsioni per il 2012

La fine dell’anno è solitamente un momento di bilanci, nel mondo a una velocità standard. Nel web, e soprattutto nei social, dove le parola d’ordine sono accelerazione e fluidità, questo è invece uno dei momenti più divertenti per un motivo in particolare: le previsioni! Google+ fallirà, Facebook schiaccerà Foursquare e Corso12 supererà Instagram. Dalle più assurde alle più plausibili, adoriamo le previsioni, le congetture e le scommesse, per questo riprendiamo quello che Harvard Business Review ha visto nel 2012 dei social media:

  1. Convergence Emergence, e fin qui ce lo aspettiamo. I social media saranno sempre cuciti nelle nostre vite “reali” e offline, sia come socialtrend che come strategia di marketing. Un esempio? Domino’s Pizza attraverso un maxi schermo a Times Square, ha mostrato in tempo reale tutti i feeback dei suoi clienti. Henry Jenkins (trans-media) docet.
  2. The Cult of Influence, della serie “Klout è solo l’inizio”. Misurare il karma digitale, monitorare l’influenza in rete e ricompensare gli influencers diventerà una missione come lo è stata per Google quella di remunerare tutti coloro che producono contenuti per i motori di ricerca. E non solo per il target consumers.
  3. Gamification Nation, “quando il gioco si fa duro..” Non parliamo di games toutcourt ovviamente, ma della tendenza, destinata a crescere, a ricorrere alle logiche del gioco, della competizione anche all’interno di contesti come quelli aziendali, economici, istituzionali, o più semplicemente delle app mobile, solitamente estranei a queste dinamiche. Forse prossimamente dovremmo sbloccare il badge Direttore Marketing per fare carriera.
  4. Social Sharing (non è cosi banale come sembra). I media hanno ormai capito la centralità della diffusione attraverso la condivisione tra i loro utenti, e chi forse sarà ancora più rapido nell’attuare strategie di social sharing saranno i commerce site. Anche comprare una lavatrice meriterà di essere condiviso su Facebook.
  5. Social Television, innovarsi per non morire. E se dai il digitale terrestre di certo non è bastato, iniziano a fioccare tools e start-up che si propongono di rinnovare, se non il mezzo e il contenuto, l’esperienza degli utenti mentre guardano lo show preferito. Come GetGlue, il Foursquare dei programmi Tv.
  6. Micro Economy, “10-100-1000 Kickstarter”. Ma non solo crowdfunding per progetti innovativi. Quello che è in crescita è il fenomeno più ampio di creare micro sistemi economici innovando completamente segmenti di mercato. AirBnB ci insegna come trasformare i viaggiatori in ospiti, e tutti coloro che hanno una casa in albergatori, coinvolgendoli in un ecosistema equilibrato.

…e le vostre previsioni?

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