Facebook funziona se acquisti promoted post

Facebook cambia continuamente e i contenuti sono al centro del cambiamento. Se originariamente tutto quello che scrivevamo compariva nella bacheca dei nostri amici o fan ora è sempre più evidente che l’Edgerank decide ciò che ci interessa e avere Pagine con bassa interazione o piene di spam vuol dire essere mal visti dal algoritmo di Facebook.

Quando Zuck lanciò i promoted post, nel giugno 2012, cominciarono i sospetti che i Brand avrebbero dovuto pagare per raggiungere i loro fan. Oggi ne abbiamo la certezza, infatti nel 2013 il 77% della portata delle Pagine, ovvero l’impression sui post pubblicati dalle fan page, è stata raggiunta grazie ai post a pagamento [+71% nel 2012] e solo il 23% in altro modo [13% organico e 10% virale].

Tra luglio 2012 e luglio 2013 la portata a pagamento è aumentata del 221%, contro la portata organica che è aumentata solo del 74%.

Si diceva Content is king e sicuramente – se di qualità – è ancora vero, ma l’overload informativo che ci porta ad avere 1.500 post in bacheca al giorno sta portando Facebook ad intervenire sull’Edgerank per dare spazio solo alle 50/60 più rilevanti e rendere i promoted post una parte fondamentale dello sviluppo di strategie editoriali efficaci.

Stiamo entrando in una nuova fase in cui Facebook incoraggia i Brand a comunicare il piano editoriale con i propri fan selettivamente attraverso pianificazione media?

  • enricorivasi

    Salve Andrea.
    Complimenti per l’articolo. E’ molto utile per comprendere come ormai i promoted post siano imprescindibili all’interno di un piano editoriale. Certamente i dati che proponi indicano come ormai le domande si debbano spostare su quali post investire e su come ottimizzare i vari investimenti che si andranno a fare. Una bella sfida visto la quantità di contenuti ormai presenti in rete.