Traffico al sito, conviene investire su Facebook?

Facebook sta caratterizzando la propria offerta commerciale sempre piu come un paid media e le conseguenze sono evidenti di mese in mese.

Partiamo dall’assunto che abbiamo tutti un overload di informazioni nella bacheca tale che la relazione con brand/amici o ce l’andiamo a cercare da soli o difficilmente riusciremo a rispondere ai molteplici tentativi di ingaggio proposti dalle decine di Fan Page a cui abbiamo concesso un “like”. Per ciò Facebook ha recentemente introdotto un algoritmo che fa comparire gli aggiornamenti di Pagine o utenti con cui abbiamo avuto maggiori relazioni nel tempo, mentre per tutti gli altri che vogliono emergere propone promoted post, coupon, adv, ecc.

Come avranno notato i gestori di Facebook Page da qualche mese la portata naturale è stata drasticamente ridotta. Vi porto ad esempio il caso di Republic+Queen: a settembre avevamo una fan base di 900 circa, 600 fan di portata e 20 di interazione, mentre oggi abbiamo 1200 fan alla Pagina, una portata di 250, mentre l’interazione è salita a 60 fan circa. Non credo vada aggiunto altro per comprendere l’indirizzo commerciale che sta dando Facebook alla propria piattaforma.

Giusto o sbagliato che sia questo è il rapporto che avremo con il principale social generalista e dovremo relazionarci a nuove implementazioni orientate in tal senso cercando di capire se conviene ancora investire su questa piattaforma avendo tra gli obiettivi la generazione di traffico al sito.

Cercando di comprendere le potenzialità di Facebook Adv ho sperimentato sul lancio dell’ebook iPhoneography [scaricalo qui gratuitamente]. Superata la curva massima di download naturale – 1.000 in 3 giorni – ho deciso di investire un budget di 12 euro attraverso un Facebook promoted post con la garanzia di ottenere da 5 a 10 mila impressions allo scopo di generare traffico al sito e spingere il download dell’ebook. I risultati sono stati una manciata di like e share, oltre alle impressions che sono salite immediatamente ma in fin dei conti mi è sembrato un risultato insoddisfacente se relazionato all’investimento e ai pochissimi click al link e relativi download.

Oltre al caso specifico ci sono altre speriementazioni simili che si trovano in rete e mostrano come mentre originariamente il traffico al sito era a uno dei grandi punti di forza di Facebook, oggi Facebook sta andando in una direzione sempre più orientata ai “big spender” che hanno campagne da promuovere, obiettivi di traffico di breve periodo che si accontentano di grandi numeri non profilabili e quindi di bassa qualità.

Sono sempre più convinto che per progetti editoriali che non hanno bisogno di “dimostrare” numeri nel brevissimo tempo, ma viaggiano su una programmazione di medio-lungo periodo, sia molto più utile investire sull’indicizzazione dei post su Google, un lavoro quotidiano che garantisce traffico al sito costante e duraturo nel tempo con una qualità più focalizzata sull’argomento trattato.

Cosa ne pensate?

  • Flavia TTV

    grandi numeri di bassa qualità. Credo che nel definire FB il social media generalista ti sei risposto da solo: la logica diventa quella televisiva della casalinga di Voghera, ahimè, e i gestori di piccole pagine che promuovono attività e contenuti di qualità scompaiono (nel senso che la loro visibilità non può competere con i grandi brand). I grandi brand considerano ormai facebook un piano media. Personalmente comincio a notare con fastidio crescente nella mia bacheca le notifiche degli amici che hanno dato like alle varie pagine dei brand. A me non interessa e non darò un like perché l’ha dato un amico (evidentemente invece sui grandi numeri funziona)

    • Si hai detto bene, con i grandi numeri funziona e quindi con investimenti di qualche decina di migliaia di euro qualche risultato tangibile lo vedi in ternini numerici assoluti, ma percentualmente ho paura che l’investimento non valga il ritorno.

  • simone

    Fondamentale sunto, che quoto in fondo al mio commento. La mia personale esperienza è che anche aziende insospettabili, talvolta, cerchino questo tipo di risultati. E’ come se in fondo tutto si reggesse su un grosso dato, che dice poco anche se non mente, preso per buono e reso convenzione, standard. Mi viene in mente l’auditel…
    “…“big spender” che hanno campagne da promuovere, obiettivi di traffico di breve periodo che si accontentano di gendi numeri non profilabili e quindi di bassa qualità.”

  • Viviana_Ramazzotti

    Facebook sta andando decisamente nella direzione di trattenere quanto più possibile il traffico interno a scapito di quello esterno. La Facebook Advertising, per mia esperienza quotidiana ma limitata a un settore specifico, funziona bene e in modo efficiente quasi esclusivamente per spingere traffico alla Brand Page, o contenuti postati sulla pagina stessa: la limitazione della portata non fa che incentivarne l’uso – Zuck due conti se li è fatti. In questo modo la pagina diventa quasi un sostituto se non un’alternativa vera e propria al sito ufficiale. Anche se è super-legittimo domandarsi se sia una valida alternativa per ogni tipo di impresa e/o marchio.

  • Ottimo post che evidenzia con precisione il cambiamento che stiamo vivendo negli ultimi 2 mesi. Gestendo alcune fan page no notato quanto sia diventato più difficile veicolare i propri contenuti ai propri fan.
    Questo cambiamento porta però anche qualche vantaggio. Il rapporto utente/fanpage diventa molto più forte, in quanto viene premiata la “fidelizzazione” ad una fanpage.
    Sta di fatto che trovo inconcepibile che non appena si versa anche una piccola somma di denaro su un post sponsorizzato o qualsiasi adv vedi gli insights schizzare in su, mentre per mantenere una pagina viva senza investire denaro si debba davvero fare un lavoro molto attento e costante.
    Intanto vedo che google+ cresce molto e sviluppa strumenti molto interessanti (migliori di quelli di fb, ma non ha la stessa utenza).

    Purtroppo forse ci siamo illusi che i social sarebbero sempre stati un buon terreno per comunicare in maniera abbastanza economica, puntando sul potenziale virale dei contenuti e sul passaparola.

    Chissà cosa ci riserva il futuro.

    Ancora complimenti per il post!

    • Grazie Daniele, sono d’accordo con te per la “fidelizzazione” ma il problema è che con l’80% dei tuoi fan non hai più un contatto.

      Google+ invece mi sembra come le alternative ad Instagram, tanta potenzialità ma non ci sono le persone che mi stimolano ad esserci.