Il Teatro dell’Opera diventa social con Twitter [BEST CASE]

Ebbene sì, anche l’opera ha deciso di darsi un’immagine più giovane ed interattiva, perciò da ora in poi entrate a teatro e accendete il vostro smartphone!

L’idea è davvero interessante e molto innovativa, se pensiamo al contesto posato e serio del teatro, e ciò nonostante funziona.

L’idea di Tweet Seats, partita dall’iniziativa del Teatro dell’opera di Nashville seguito dal The Public Theater in New York e dalla Palm Beach Opera (PBO), è presto spiegata: entra a teatro e inizia a commentare ciò che vedi e ad interagire con gli altri spettatori.

Twittare o non Twittare è la domanda che molte organizzazioni di spettacolo si stanno ponendo negli ultimi anni” dice Chris Pinelo della Cincinnati Symphony Orchestra (CSO)

Ovviamente come tutte le strategie che richiedono l’interazione con l’utente, ci dev’essere un buon motivo per essere social, quindi: “Venite all’Opera, scoprite il dietro alle quinte, twittate l’opera in diretta e vi regaliamo i biglietti e il pass per il backstag“. Insomma, si vuole portare l’Opera su Twitter, come se fosse un avvenimento “moderno”.

Ceci Dadisman, Marketing Director della PBO, afferma:

Come si può immaginare, l’età media per un frequentatore di opera non è del tutto allineata con l’età media di una persona che utilizza i social media. Allo stesso modo però credo che i social media siano il giusto modo per coinvolgere sia i più giovani sia le persone che potrebbero non essere quelli che stanno in fila per ottenere un biglietto opera

Come tutte le iniziative ci sono pro e contro. Alcuni insorgono dicendo che staccare la spina dal proprio smartphone per due ore, almeno quando si è a teatro, è sacrosanto ed incentivarne l’uso potrebbe essere controproducente. E fastidioso per gli altri spettatori non-social: immaginate lo schermo del vostro vicino che si illumina ad intervalli di qualche minuto per mantenere viva la conversazione digitale.

Inoltre, se l’intento è quello di educare le nuove generazioni all’opera e alla musica, aggiungere distrazioni durante l’ascolto potrebbe essere un controsenso: si rischia di spostare l’attenzione del piacere delle note a quello delle chiacchiere.

La moderazione e il buon senso diventano, perciò, il fattore discriminante per il successo. Twittare, sì, ma durante le pause e gli intervalli e, magari, cercando la discussione con gli esperti e con gli organizzatori degli eventi, per fornire feedback e partecipare alla conversazione in maniera propositiva.

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