Organizzare il guardaroba e mixare idee con un’app [INTERVISTA]

Nuova intervista per conoscere le startup italiane di maggior successo [leggi i post precedenti]. Questa volta intervistiamo Luca Longone che ci presenta Style4Real, un progetto utile per organizzare i tuoi vestiti, condividere i tuoi outfit e scoprire tante idee di stile. Buona lettura.

Raccontaci cos’è Style4Real e come è nata l’idea. Insomma quale problema risolve?
Style4Real nasce da esigenze personali e da un’intuizione di mercato. Esigenze personali perché, comprando molti vestiti, mi è capitato non poche volte di sbagliare gli acquisti, magari perché non ricordavo più così bene il colore di un pantalone che non mettevo da qualche anno. Dall’altro lato, il panorama del social fashion mi sembra costruito esclusivamente attorno alle fashion blogger.
Blog a parte, anche i molti siti di condivisione di look o le app fashion propongono tutte un filone molto orientato all’outfit super-ricercato, con un livello fotografico semi-professionale. Ottimo per chi vive o vuole vivere di moda. In fondo le fashion blogger riprendono un’impostazione giornalistica, da fashion magazine verticale, per quanto allargata a numeri più vasti. Ma c’è una grande quantità di pubblico per cui la moda è un piacere del vivere, ma che non vivono, né puntano a vivere, di fashion. La gente comune, l’amica che parla dell’ultima borsa comprata, o gli amici che vanno a fare shopping assieme per preparare i look per i prossimi weekend. Stando ai numeri di Facebook, stiamo parlando di 70-100 milioni di persone amanti del fashion, mentre i siti per outfit più popolati non superano le poche centinaia di migliaia di utenti, quando va bene. Qualcosa non torna. Volevamo creare una proposta diversa, che allargasse la partecipazione. Mettendo assieme le due cose è nata l’idea: perché non creare una piattaforma che ruota attorno al proprio guardaroba, invece che agli outfit? E’ un concetto molto più versatile, interattivo, che può innescare un coinvolgente gioco di scambi e rendere veramente social ed orizzontale il fashion.

In poche semplici parole, come funziona la piattaforma?
Style4Real è, innanzitutto un’applicazione mobile ed a brevissimo anche un sito Web, tramite la quale si può costruire una copia digitale del proprio guardaroba. In modo veloce, grazie alla fotocamera dello smartphone, si possono caricare decine di scatti dei propri migliori vestiti. Ma non si tratta di un’esperienza solitaria, anzi, ogni vestito e tutti i guardaroba utenti vengono automaticamente presentati in un unico flusso fotografico che mostra in tempo reale l’attività della community. Un po’ alla Pinterest, per capirci facilmente, ma con vestiti veri di gente vera (Style4Real, appunto!). Chi entra nella community accetta questa regola e mette in gioco il proprio stile. Ogni utente può, infatti, lasciare commenti e lasciare un voto “hot” ai migliori abiti. Oppure seguire il proprio fashion leader preferito (o le proprie amiche), venendo aggiornati in tempo reale sugli ultimi acquisti. Stiamo anche finendo di integrare nell’app la possibilità di comprare i capi altrui che più ci intrigano. Diventa, insomma, una piattaforma per condividere e cercare ispirazione. Lo sarà ancora di più quando avremo completato una nuova feature segreta, nome in codice “styleboards”, che permetterà agli utenti di interagire in modo inedito giocando con i vestiti propri, degli amici e degli altri fashion lovers della community. Stiamo anche sperimentando con i codici a barre che si trovano su cartellini ed etichette dei vestiti, per creare un trait d’union fra mondo fisico e digitale. Ad esempio, prossimamente, per alcuni brand, si potranno ricevere consigli di abbinamento dalla community, direttamente in negozio, scansionando l’etichetta con l’app.

Che modello di business hai messo in piedi?
Il modello di business è basato su 3 linee di azione diverse, con successione temporale progressiva. La prima linea, con cui partiremo subito, è quella di integrare nella piattaforma lo shopping online. Tramite tecniche proprietarie, andiamo ad associare i vestiti aggiunti dagli utenti, agli shop online dove poterli trovare. Se ad esempio un utente, colto dall’ispirazione, scatta la voglia di acquisto, noi guadagniamo una commissione sul venduto. Un po’ quello che fanno Pinterest o The Fancy.
Una seconda strada, che si aggiungerà più avanti, è quella dell’advertising che, vorremmo fare in modo poco invasivo ed integrato, ad esempio fornendo spazi editoriali a brand e designer, all’inizio soprattutto emergenti, anche perché ci piace far conoscere nuove realtà e collaborare con chi ha il coraggio di rischiare. Siamo una start-up anche noi del resto!
Infine la terza via riguarda il cross selling, ossia suggerire agli utenti nuovi capi da abbinare a quelli che hanno già, sia in base al crowd styling spontaneo della community, sia in forme sponsorizzate, più o meno creative.

Quali sono gli obiettivi?
L’obiettivo è quello di raggiungere il pubblico più vasto possibile e cambiare il concetto stesso di fruizione della moda. Un modello inclusivo radicalmente diverso da un’impostazione magazine, com’è stata fino ad oggi. Abbiamo aspirazioni internazionali, infatti la piattaforma è già in inglese e contiamo di aprire l’app, per ora limitata all’Italia, in UK ad inizio Novembre. Ci faremo un po’ le ossa su uno dei mercati più importanti per il fashion online a livello Europeo e con l’inizio anno prossimo vorremmo allargare alla UE, agli USA e man mano a livello globale.

Per concludere, che consiglio daresti ad uno startupper che ha un’idea e vuole avviare il suo progetto?
Innanzitutto, non cercare fondi come prima attività e concentrarsi, invece, sul prototipo del prodotto. Nonostante certi miti che si sentono in giro, nessuno investe su di un’idea solo sulla carta… a meno che non si abbiano i successi di uno Sean Parker o di un Mark Zuckerberg nel proprio curriculum. Se il prodotto è valido, i riconoscimenti arriveranno. Personalmente, poi, avendo partecipato ad alcune delle più note competizioni nazionali fra start-up, consiglio fortemente di provare. In particolare Banca Intesa StarUp Initiative, Wind Business Factor e Mind The Bridge hanno degli ottimi programmi di coaching, che vi consentiranno realmente di migliorare e focalizzare il vostro business. Un’occasione di crescita unica che, fortunatamente, si è molto arricchita come offerta negli ultimi mesi nel nostro paese.
Infine, un consiglio più psicologico: non mollare mai, ma non essere mai troppo rigidi sulle proprie posizioni. Accorgersi velocemente di aver fatto un errore è una caratteristica indispensabile di ogni buon start-upper. Il nostro pitch è stato rivisitato tante di quelle volte negli ultimi mesi, che a stento ricordo la forma iniziale! O forse, riallacciandomi alla prima domanda, semplicemente la memoria non è mai stato il mio forte!