Smentiamo 3 stereotipi sulle abitudini digital degli italiani

Nuovi dati pubblicati quest’anno dimostrano uno sconvolgimento degli stereotipi legati ad internet e alla tecnologia in Italia. A quanto pare, ci stiamo lentamente portando al passo con gli altri paesi europei per consumo e modo d’uso. Se fino a qualche anno fa l’iPhone era una prerogativa degli under 18 e la politica un argomento da Bar Sport, nel 2013 vediamo un’espansione della fascia anagrafica e sempre più giovani che si informano, privilegiando la rete come mezzo per restare aggiornati. In tutto questo, una constante: la TV e l’intrattenimento video. Non riusciamo a farne a meno e ci guardiamo video di gattini e programmi TV anche con lo smartphone.

Di seguito cercherò di smentire alcuni degli stereotipi digital legati al nostro Paese:

Internet è un gioco per ragazzi

Non proprio. Una ricerca effettuata da Audiweb mostra che il segmento demografico più attivo è quello dei professionisti tra i 35 e i 54 anni. Quasi la metà del totale, 48.1%, è da collocarsi in questa fascia d’età.

Nel mese di luglio 2013 questo target ha usato giornalmente internet più di ogni altro segmento, incluso i giovanissimi (18-24), il 9.9% del flusso quotidiano sul web. Persino i Silver Surfer (55-74) sono più attivi, arrivando a rappresentare il 16.9%. Tra le fasce anagrafiche i più giovani battono il record per durata delle loro attività su internet, si connettono meno giornalmente ma complessivamente 15 minuti più a lungo degli altri.

Ai giovani non interessa la politica

Mica vero. ComScore rivela che i siti che trattano di politica hanno registrato quasi 3.1 milioni di visitatori unici durante gennaio 2013, un incremento del 46% rispetto a gennaio 2012. Ma è la fascia anagrafica 15 – 24 a mostrare maggiore interesse, con un incremento del 145% nel corso dell’anno.

.
Siamo sempre incollati alla TV

Sempre ComScore ci dice che non piace a nessuno rinunciare alla TV, ma non per questo significa che l’italiano medio vegeti sul sofà ogni giorno. Dopo la Germania, l’Italia si qualifica seconda per uso di smartphone per vedere TV o video. Questo si traduce in un incremento del 124% rispetto allo scorso anno.

Stiamo realmente cambiando?

Per continuare nel cambiamento manca un’adeguata infrastruttura (connessione 3G, internet Adsl) che al momento è limitata, solo 2.5 milioni di Italiani hanno la fibra ottica installata nelle proprie abitazioni o aziende (Fonte: Wikipedia).
Anche l’amministrazione pubblica dovrà stare al passo con la richiesta sempre maggiore di digitalizzazione (7 milioni di italiani hanno visitato siti istituzionali nell’agosto 2013 solamente, Fonte: ComScore).

Quindi, il cambiamento c’è, ma ci vorrà del tempo per vederne i risultati.

  • HomoBruno

    Non mi sembra un gran risultato l’essere più informati. Dall’aria che si “respira” sembra piuttosto una deriva quello che ha creato questa forma di dipendenza da internet.