Siete veramente infastiditi dallo spot Buondì Motta?

Dal 28 agosto si è scatenata una querelle mediatica per la nuova pubblicità del Buondì.

Lo sapete tutti cosa succede nello spot. Prima viene colpita la madre con un asteroide, poi la stessa sorte tocca al padre e da un paio di giorni viene fatto fuori anche il postino, stavolta però l’oggetto che piomba dal cielo è proprio il Buondì e magari la povera bambina finalmente farà colazione.

Non si sa bene perchè ma questo spot ha creato dei disagi enormi a migliaia e migliaia di persone su Facebook, che si lamentano della violenza dell’uccisione dei genitori, gridando alla censura e hanno da ridire anche sull’irrealtà della recitazione della bambina.

Il fatto che non venga colta la volontà di creare un’atmosfera irreale grazie all’ironia di una recitazione basata sulle fiction (soprattutto quelle italiane e del sud America, oserei dire) e forzatamente costruita sulla base della famiglia perfetta, non vorrei esagerare, ma appare abbastanza preoccupante.

Lo spot Motta di Saatchi&Saatchi è simpatico, ironico e nemmeno tanto politically scorrect. Scusate ma quante volte passano in tv delle scene del genere che, aggravante, pretendono di essere reali? In ogni puntata di Beautiful, che va in onda alle 14:00 quindi orario assolutamente onnivoro per quanto riguarda i membri della famiglia, c’è almeno un tentativo di omicidio o un duplice tradimento con tuffo carpiato. Quello, sembra andar bene alle mamme e ai benpensanti. Forse perchè ormai lo seguite da troppo tempo e ci colpisse un meteorite se qualcuno dovesse provare a cancellarlo dal palinsesto. Quindi riassumendo, spiegare al bimbo che la gente in Beautiful muore per finta si può, ma farlo per la pubblicità del Buondì Motta no.

E per quanto riguarda la costante presenza di cronaca nera, tragediografie su ogni media, monetizzazione del dramma, sfruttamento del pianto, bias di comunicazione, questo è accettabile?

Non ci lamentiamo sempre di essere 10 passi indietro su tutto se poi per uno spot di una merendina siamo pronti a rinnegare la libertà di parola. Se non si può parlare di nulla, prendere in giro nulla, criticare nulla allora si ottiene il nulla e l’appiattimento, anche della mente. L’ironia, il senso dell’umorismo e la sensibilità nel comprendere una comunicazione non convenzionale sono la base della contemporaneità, all’epoca dei social e della comunicazione così massiva e diffusamente dissacrante.

Ora guardate questo spot: 

È del 1997. Ci sono così tante differenze? Cerchiamo di non tornare indietro.