I social nella libreria di casa. Il caso Scribr

Connetteremo la nostra vita offline. Ormai suona come una certezza per la disponibilità di tool, prodotti e servizi nell’ambito dell’IoT. In modo inversamente proporzionale, “staccheremo la spina” ai nostri account social, per sistemarli su un tavolino in salone o nella libreria della camera.

A spingere controcorrente, verso un ritorno alle origini analogiche, è una startup chiamata Scribr, in private beta, che permette di costruire e stampare un libro o un giornale dei propri ricordi, foto, testi, check-in etc. condivisi su Facebook, Foursquare, Twitter, Tumblr e molti altri social network.

scribr

Dopo aver selezionato il range temporale, e aver applicato diversi filtri, basta scegliere il design, e si riceve per 45$ un libro in formato A4 con tutte le immagini, i post, gli screeshot, le mappe che mostrano geo-tagged post in ordine cronologico. Un tool che non ci suona nuovo guardando ad alcune startup italiane come Pastbook, che permette di regalarsi poster e merchandising con le facce dei propri amici (e non solo).

Ordinare il caos del web personale potrebbe essere un ottima call-to-action, soprattutto nell’ambito corporate, per collezionare le attività e i risultati. Tuttavia ci sono ragioni fondamentali, aldilà del bisogno di approvazione e condivisione, che ci spingono a aprire i nostri interessi a gruppi di utenti (amici, a volte, è una parola grossa) sui socialnetwork. Una di queste è il dolce, facile dimenticare.

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