Antonio Lupetti racconta la sua provocazione digitale [INTERVISTA]

Nei giorni passati abbiamo pubblicato un’intervista a Giovanni Scrofani di Gilda35 sul tema della provocazione digitale. Un argomento a cui io e Andrea Carnevali ci siamo da tempo appassionati e che volevamo approfondire insieme a “esperti” del settore. Chi meglio di Giovanni e Antonio Lupetti (Woorkup)? Avevamo pensato a un’intervista doppia, ma poi vista la profondità delle loro risposte abbiamo deciso di fare due post e riservarci di trarre le nostre conclusioni in un terzo appuntamento, in cui vorremmo raccogliere anche i vostri commenti.

Spazio quindi ad Antonio.

La “provocazione” sui social paga o è controproducente?
Credo che il punto della faccenda sia un altro e viene spesso frainteso. Non è tanto una questione di “provocare”. Quanto di scrivere con una certa personalità che i lettori percepiscono ognuno in maniera differente. In parole povere, alcuni blogger preferiscono mantenere un’esposizione neutrale su certi argomenti. Si evitano un mucchio di noie. La gente legge, si fa un’idea e passa avanti. Esporsi più nettamente e con toni diversi ha un margine di “rischio” che devi preventivare. Di sicuro innesca più facilmente la conversazione. Chi legge si sente più coinvolto nel voler dire la sua sull’argomento, condividendo o criticando quello che sostieni. Dal mio punto di vista fa solo bene. È il bello della rete. Capita pure che qualcuno invece di prendersela con quello che scrivi se la prenda con tua mamma. Ma in questo caso il problema è il suo, non il tuo. Sono gli effetti collaterali della visibilità.

La provocazione va studiata o è una questione di spontaneità? 

Le cose studiate spesso non funzionano. La teoria ha una difficile applicabilità a livello pratico. Devi essere come sei. Non scrivo certo per piacere a tutti. Scrivo quello che mi sento. Non avrò ragione. Ma tanto non ce l’ha nessuno. Le cose sono una questione di punti di vista. Chi pensa il contrario si prende solo troppo sul serio.

Un atteggiamento provocatore crea più amici, nemici o traffico?
Traffico senza dubbio. Ma vedi, non è una questione tra amici e nemici. Si riduce tutto a chi è d’accordo con quello che scrivi e chi no. Se c’è poi chi l’esaspera quando ad esempio parli bene di un iPhone, vale sempre la regola d’oro di cui sopra. Il problema è solo il suo. E tu fregatene.

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