Politica su Facebook: il caso Matteo Renzi

C’era una volta, e c’è ancora, la politica chiusa nelle stanze dei palazzi, mossa da interesse proprio o da sincera passione. C’era una volta, e c’è ancora, la politica del fare senza far sapere, della ritrosia a comunicare, del sospetto verso il marketing politico e le teorie sull’elettore.

Ma per competere oggi, soprattutto nel complesso quadro politico italiano, occorre fare un salto di qualità, integrare la comunicazione in ogni aspetto del processo decisionale, non fuggire la personalizzazione anzi sfruttarla, parlare e incontrare le persone dove esse vivono e interagiscono. Chi da tempo lo fa, e anche bene, è Matteo Renzi, enfante terrible e rottamatore del PD, personaggio tanto amato quanto criticato fuori e dentro il suo stesso partito.

Lo si può seguire ogni giorno sulla sua Pagina ufficiale di Facebook dove in prima persona racconta la sua giornata di sindaco: incontri, decisioni, viaggi, pensieri ed opinioni personali. Un esempio di status? Ecco qui: “Anche oggi abbiamo lavorato, come per tutto marzo, all’operazione “Pulizie di Primavera”. Abbiamo tolto 57 cartelli stradali inutili, pulito 53 pali da scritte, riordinato 26 semafori. Può sembrare inutile. In realtà il decoro di una città passa anche dalle piccolezze. Combattere il degrado significa rimuovere l’incuri…a stratificata. E fare uno sforzo in più per tenere la città come vorremmo fosse casa nostra.“ I feedback al post? 330 like e 96 commenti.

Ottima inoltre l’idea di inserire la scheda Recensioni, vero e proprio collettore delle opinioni negative e positive dei fan (140 ad oggi) sul personaggio politico Renzi: evitare un atteggiamento censorio è un aspetto critico nel quale si pesa tutta la distanza con la vecchia comunicazione politica televisiva. Un post di un fan cancellato può diventare un boomerang per la Pagina stessa. Nella vivace bacheca di Renzi aleggiano sospetti di censure che i gestori della Pagina farebbero bene a non trascurare.

Anche le interazioni nella scheda Discussioni dimostrano il successo della Pagina come spazio libero di confronto e dibattito, un esempio di sfera pubblica mediale che attirerebbe le simpatie del vecchio Habermas. Che sia Renzi o qualche ghostwriter a gestire la pagina poco importa, la sensazione da fan è di vicinanza e trasparenza, un nuovo modo di comunicare e interagire fondato sul Like e sul Comment che spezza le barriere fra politico e cittadino seguendo il motto “Going public”.

Il News Feed quindi come nuova arena politica? No o almeno non ancora, ma il futuro, prima o poi, cadrà inevitabilmente nelle mani di politici più giovani ed elettori 2.0. Non si potrà più dunque fare politica ignorando internet, i suoi spazi sociali e la pervasività dell’universo mobile.

I dinosauri sono avvisati.

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  • Interessante usare Facebook come strumento di rendicontazione del lavoro svolto; il diario segreto di una volta e che oggi diventa accessibile a tutti.

  • Nichi Vendola e Giuliano Pisapia, per citarne altri 2, usano facebook e twitter da tempo. :)

  • Sarebbe ancora più trasparente verificare appunto se la pagina è aggiornata da Renzi stesso o da una figura assunta per il compito :-) Bel pezzo

    • Grazie Luca :) Dal mio punto di vista quel che più conta è che un politico abbia la sensibilità comunicativa necessaria per capire l’importanza di questi nuovi mezzi e impiegarli in modo efficace. Che poi si faccia aiutare o deleghi ad uno staff è nelle cose. Per ragioni di tempo un politico oggi non può fare tutto da solo, anzi avere un team di collaboratori alle spalle, una “war room”, indica una certa serietà nell’approccio comunicativo.