Politica 2.0: elettori di nuovo protagonisti?

Facebook ha inciso sulle ultime elezioni amministrative? Qualche giorno fa nel rispondere a questa domanda mi sono trovato nuovamente a riflettere sul ruolo dei social media nella comunicazione politica oggi in Italia.

Le elezioni di maggio, in particolare quelle per il comune di Milano, hanno indubbiamente segnato uno spartiacque nel quadro della politica italiana. L’elettore pigro ha finalmente trovato uno strumento semplice, mirato ed efficace per esprimere il proprio giudizio e influenzare l’andamento di una campagna elettorale: il web.

Video virali su Youtube, pagine ufficiali sotto attacco, critiche ai candidati per la gestione dei social (ricordo il caso di Sucate nato su Twitter e lo scandalo per la crescita gonfiata della pagina Facebook di Letizia Moratti), fenomeni di contagio e democratizzazione della satira, fino ad arrivare alla teorizzazione di veri e propri metodi di pressione come il “Trattamento Ronnie“, un servizio che dopo aver colpito il noto conduttore televisivo può essere ora riutilizzato contro il prossimo VIP di turno. Tutto questo mentre i politici stentano a capire lo strumento e nel migliore dei casi inseguono e riprendono il lavoro degli elettori, come ha opportunamente iniziato a fare la pagina di Pisapia a pochi giorni dal primo turno elettorale, dando una svolta ad una gestione che fino ad allora non aveva brillato. Da quel momento la pagina è diventata l’amplificatore delle ironie sull’avversario, ha cavalcato tutti i tormentoni dello scontro e ha avuto un ruolo attivo nel mobilitare la gente e portarla in piazza.

Eppure siamo ancora lontani, lontani anni luce dall’approccio Obama al mondo digitale. Qualcosa si sta muovendo certo, e si sta muovendo dal basso, da quei milioni di cittadini che hanno fatto dei social uno strumento di comunicazione quotidiano e multiuso. Ma questa è solo l’alba del Political Internet Marketing in Italia, anche se l’affermazione di una nuova sfera pubblica digitale, ancora disorganizzata e fluida ma sempre più consapevole, è già un fatto reale.

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