Pinterest, siamo donne ma non siamo sceme

Dopo essere stato per qualche tempo sulla bocca di tutti, Pinterest è recentemente quasi scomparso dagli hot social media topics. Perché? Nessuna particolare innovazione, numeri che si sono stabilizzati, troppa roba da femminucce..eh già, perché Pinterest, sta assumendo sempre più un ben distinto tono pastello che, sfido, non ne fa il posto preferito dei tipici tech&media blogger maschi che rappresentano la maggioranza con più influenza nel settore. Una donna su cinque di età superiore ai 18 anni che usa regolarmente Internet è su Pinterest, e circa il 60% dei visitatori del sito appartiene al genere femminile.

Circa un mese fa è uscito questo post di Amy Odell dove l’autrice punta il dito contro Pinterest accusandolo di veicolare un immaginario femminile tradizionalista e conservatore, degno delle riviste per le casalinghe degli anni ’50. Secondo l’autrice la stragrande maggioranza dei contenuti re-pinnati, dalle ricette dietetiche, ai messaggi motivazionali pro-fitness, alle foto di modelle photoshoppate, passando per le cupcakes, i bebè e gli abiti da sposa, contribuiscono a riprodurre e rafforzare un modello femminile reazionario, tipico dei media tradizionali come le riviste per casalinghe o i giornali di moda, i quali insieme alla pubblicità sono da sempre accusati di creare un’immagine di donna pronta all’uso, maschile s’intende. Dal primo social network a maggioranza femminile, argomenta la Odell, ci aspettavamo di meglio.

Sebbene ci siano spunti interessanti in questa analisi, l’argomentazione mi pare un po’ troppo semplicistica. E’ vero che la maggioranza dei pins sono riconducibili a tre macro-temi – il corpo, il cibo e lo status sociale –  e in questo Pinterest effettivamente sembra riprodurre un concetto di femminilità conformista e passivo. Ma a mio avviso, vale la pena non soffermarsi sulla cupcake e invece considerare che:

– I contenuti di Pinterest sono user-generated, quindi se proprio dovessimo, platealmente, incolpare qualcuno di contribuire alla morte di femminismo, ci toccherebbe incolpare le donne che lo usano.
– Ma fino a che punto siamo colpevoli? Persino Simone de Beauvoir, una delle madri del femminismo, amava il thé con i pasticcini e non scordava mai il rossetto rosso. La femminilità e l’amore per le cose femminili non sono di per se’ nemiche del femminismo, chi crede questo da una visione sbagliata e limitante dello stesso femminismo.
Siamo femmine non siamo sceme: l’amore per il bello e il piacevole, che sia arte, la decorazione, moda o cucina non è indice di superficialità o passività. Si, ci piacciono le cupcakes, sai che c’è? Ci meritiamo proprio di rifarci gli occhi e il palato mentre costruiamo la nostra indipendenza lavorando quanto i maschietti ma pagate la metà.
– L’ossessione per il corpo è sicuramente prodotto e refuso di secoli di cultura sessista di cui ancora fatichiamo a sbarazzarci. Ma nel 2012, corpo significa anche benessere ed autocoscienza ed emancipazione significano anche prendersi cura di sé stesse non necessariamente con l’unico scopo di piacere all’altro sesso.

Dunque seppure la strada da fare è ancora lunga e c’è una persistenza dei modelli femminili dominanti anche sul Web, la situazione è più complessa e in divenire di quanto Pinterest o The Blonde Salad sembrino suggerire ad una prima occhiata.

Detto questo, Pinterest è il primo social network al femminile, non esplicitamente pensato per ma spontaneamente “occupato” dalle donne, sarebbe bello vederci più iniziativa e associazionismo. Mentre Twitter ha creato il citizen journalism, Facebook è un forte canale di comunicazione e aggregazione politica e sociale alternativo ai media tradizionali, i social networks più “esteti” come Pinterest, ma anche Instragram, pur producendo nuove forme di espressione artistica, nella rappresentazione sembrano tendere di più a riprodurre modelli dominanti della nostra gloriosa società dei consumi. Che l’immagine in un contesto social sia di per sè più conservatrice della comunicazione verbale? Voi cosa ne pensate?

  • Credo che il grande numero di utenti/contenuti presente sui social, di qualsiasi tipo, si necessariamente reazionario e conservatore. Salvo supporre la presenza di una maggioranza d’avanguardia che a mio avviso è una contraddizione. La maggioranza rappresenta lo status quo e senza grandi numeri i social network non funzionano

  • Viviana_Ramazzotti

    Grazie per il commento Manuel . Il mio era piu’ un tentativo di autoriflessione su come i contenuti che noi stessi generiamo sui social media ci rappresentano e quanto di innovativo c’e’ in questa forma di rappresentazione, in particolare in quella femminile. E concordo, questo non dipende tanto dal mezzo ma dal messaggio e dal contesto sociale in cui viene generato :)

  • Concordo appieno su tutti e 4 i punti della tua controanalisi, forse le femministe rischiano con la loro reazione di danneggiare la donna più di quanto riescano ad emanciparla..
    I grandi mutamenti sono molto lenti e forse non possiamo farci niente, anche le grandi innovazioni…come sperare che escano dalla riproposizione dell’immagine e dell’estetica?
    Personalmente amo il contenuto, complesso articolato e profondo! :-)

    • Viviana_Ramazzotti

      Grazie mille Daniele!!