Petit lap giraffe: una storia virale USA [BEST CASE]

La storia delle petit lap giraffe russe insegna due cose. Primo: che una campagna pubblicitaria può dirsi di successo solo quando travalica l’obiettivo di reclamizzare un prodotto per cominciare a far parlare di sé la gente. Secondo: che per informarsi correttamente su un argomento virale è meglio affidarsi ai blog che alla stampa.

All’origine di tutto c’è una serie di spot tv, in cui un ricco miliardario russo si sollazza fra belle donne, oggetti di lusso e l’amicizia di una piccola giraffa, che corre sul tapis roulant con lui e si riposa con la famiglia sul divano. Gli spot invitano a fare l’abbonamento alla tv satellitare Direct Tv.

Impossibile non chiedersi se le piccole giraffe esistano davvero. La risposta, come spesso in questi casi, è arrivata subito dalla rete. Sul sito petitlapgiraffe.com ecco infatti la storia delle piccole giraffe che hanno bisogno di molto affetto, arrivano al massimo a 76 centimetri di altezza e mangiano bonsai. Se educate bene, si possono tenere in casa come un gatto.

Soddisfatti? Ma no dai, è finto, è uno spot pubblicitario e basta. E invece no: ecco la webcam live sugli alloggi di sua altezza Vladimir e delle sue amiche Raina, Svetlana e Ivanka, la star del gruppo. Sul sito c’è anche la storia della fattoria Sokoblovsky, nata 80 anni fa dopo la fuga di Nicolas Sokoblovsky da un circo, in compagnia della giraffa Alex. In una settimana 400 mila persone, convinte o meno, hanno così deciso di richiedere una petit lap giraffe, nonostante il lungo periodo di gestazione dell’animale (420 giorni).

Mentre l’entusiasmo in Usa dilaga, un blogger, Ian Dennis Miller, presidente di una web tv, decide di indagare e scopre che il sito è stato registrato meno di un mese fa dalla Grey Global Group, un’agenzia di marketing di New York. Come non bastasse, sulla foto in cui una delle piccole giraffe fa il bagno è rimasto il credit: Corbis image, catalog number 42-25705449. Un paio di click e si arriva all’originale. Tutto finisce subito sul suo blog.

Pochi giorni dopo la notizia è riportata da un quotidiano locale della grande mela, che scopiazza da Dennis senza neppure citarlo. Il blogger pretende la citazione, che arriva solo dopo pochi giorni e dopo che in rete ha denunciato pubblicamente il plagio. A costringere il quotidiano a fare marcia indietro, è stata probabilmente la popolarità raggiunta dal blog di Dennis in pochi giorni grazie alla sua scoperta. I suoi post hanno infatti una triste media di qualche commento ogni tanto, mentre i due sulle piccole giraffe hanno collezionato rispettivamente 52 e 120 commenti.

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