Nomadi digitali: nuove abitudini della vita fluida.

Mobilità lavorativa, noiosa vita routinaria, abitudini variabili, futuro sfocato, mancanza di stimoli. I millennials sono cresciuti nell’insoddisfazione e nell’incertezza generale e dopo un pò hanno smesso di sfuggirle, adottando uno stile di vita fluido, liquido e aperto ai cambiamenti e alla precarietà. Molti si sono spinti oltre, assumendo l’appellativo di nomadi digitali.

Parliamo di una tendenza che comprende ormai migliaia di persone che vengono dall’ Australia, Regno Unito, Canada, Stati Uniti, qualche Paese dell’Europa centro-settentrionale e pochissimi dall’Italia. I nuovi nomadi decidono di girare il mondo guadagnandosi da vivere con professioni che oggi si possono condurre a distanza e che solo dieci anni fa avrebbero reso indispensabile una presenza fisica in ufficio, sono principalmente freelance con un reddito base e si spostano ogni 4/6 mesi da un posto all’altro, principalmente in Asia, in posti dove si può vivere con un costo di 10/20€ al giorno.

Per la maggiorparte delle persone che decidono di partire, il lavoro è sicuramente parte della loro vita, ma non un aspetto fondamentale. I lavori sono ovviamente quelli che permettono di portarsi dietro la propria attività grazie ad una semplice connessione funzionante: content manager, social media manager, traduzioni linguistiche e lezioni a distanza di ogni tipo…

I continui spostamenti, la precarietà latente e l’abbassamento dello stipendio medio percepito, hanno modificato, per questo nuovo gruppo sociale, non solo il concetto di lavoro ma anche quello fisico e filosofico della casa. È difficile fare un acquisto economicamente così impegnativo per chi lavora in campi considerati ad alto rischio, come quelli digitali ed è altrettanto inutile se l’obiettivo per gli anni successivi è quello di continuare a viaggiare.

Come ridisegnare allora una casa o gli oggetti necessari a sentirsi a casa, per chi è sempre in movimento? Il design da qualche anno si è concentrato sul tema del nomadismo per trovare delle alternative portatili, comode, funzionali e multiuso, capaci di adattarsi a spazi generalmente ristretti.

In particolare quest’anno durante la Design Week e il Fuorisalone a Milano, il design nomade è stato il protagonista indiscusso. Tra progetti realisti, sperimentali o futuribili è esplosa l’esigenza di creare strumenti adatti alle nuove esigenze delle generazioni attuali.

Trapunte che diventano zaini, cucine portatili che non hanno bisogno di energia elettrica, armadi e letti che si ripiegano in una borsa, zaini che diventano sedie per riprendere fiato durante un viaggio…

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Settled-nomads di Teresa Palmieri. Photo: ©Luca Quagliato
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Objets nomades di Louis Vuitton
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Nordic Nomad Chair di Bjarke Frederiksen. Photos @ Bjarke Frederiksen
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Itaca di Elena Bompani. Photo:@Elena Bompani
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Itaca di Elena Bompani. Photo:@Elena Bompani
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Solari, cucina portatile ad energia solare di Bodin Hon. Photo: © Inexhibit, 2017

Tutto ciò che è necessario per restare in movimento deve essere facile da montare e smontare, leggero ed essere il più piccolo possibile così da poter essere portato in spalla, o al massimo in un minivan. Home is where the backpack is.