Nextberlin, Berlino è la nuova Silicon Valley?

Dovevo vederlo con i miei occhi.
Ho aspettato con ansia ma alla fine l’occasione si è presentata: Nextberlin, una conferenza di due giorni sul mondo digital.
La domanda è sempre la stessa: Berlino è la nuova Silicon Valley?
Che se fino a quel momento non te lo sei chiesto ti viene magari spontaneo guardare il tuo vicino di posto, un perfetto sconosciuto, e chiedere: bella giornata, a proposito, Berlino è la nuova Silicon Valley?
Ovviamente nessuno risponde in modo chiaro a questa domanda, né gli intervistati sul palco, tantomeno il vicino che, non parlando italiano, mi guarda con aria schifata.
Allora eccola qua la mia risposta.
No, Berlino non è la nuova Silicon Valley
.
Non lo è perché ha la sfortuna di parlare una lingua difficile ancora fondamentale per accedere a quasi tutti i livelli del settore pubblico e privato.
In Nextberlin trovo con sorpresa tanti tedeschi, startup con nomi tedeschi, che operano in un mercato tedesco.
Peccati forse veniali, ma se ti proponi come la più importante conferenza sul digital in Europa, fammi sentire in Europa, non in Germania.
Berlino non è neanche Londra e questo si vede: non ci sono occasioni di lavoro dietro ogni angolo; gli italiani appena arrivati dicono di avere gli stessi problemi che in patria, forse perché i ricordi del proprio Paese sono sempre più ottimisti della realtà.
Allora se non è la Silicon Valley, cosa è Berlino? Berlino è “povera ma sexy”, così la definiscono, della serie “non siamo ricchi ma ci stiamo attrezzando”, una strategia che può funzionare se è professata da una società giovane pronta a tirarsi su le maniche e a costruire roba nuova.
Dunque non c’è ricchezza materiale, niente di paragonabile alla Silicon, ma su quella d’animo, beh puoi scommetterci.
Il mix fra spirito bohémien e quello startupparo rende il terreno fertile all’innovazione; e così cominci a sentire nell’aria quello che hai già annusato dalle parti di San Francisco.
Lo chiami: profumo di futuro.
Non sapresti dire quanto sia un elemento determinante per far crescere un’economia, ma alla fine chi se ne importa: poche città al mondo riescono a regalare l’energia di cui tutti i creativi si nutrono e con la quale cambiano il mondo.
Così finisce la conferenza, saluti gli italiani che ti hanno ospitato e i tedeschi con cui sei uscito.
Torni a casa passeggiando per le strade di Kreizberg mentre ti viene in mente un lontanissimo passato in cui sentivi parlare di potenti che non lasciano spazio ai giovani, di ritardi nei pagamenti e di ventenni col mito del posto fisso.
Ma era tanto, tantissimo tempo fa; o forse no, forse era semplicemente un mondo lontano, lontanissimo, ripiegato su problemi locali al di fuori del tempo che l’Europa sta vivendo; incapace di farti credere, anche solo per un istante, che il futuro dipende da te e non da uomini imprecisati di un domani imprecisato.
Il futuro, almeno qui a berlino, lo stanno facendo oggi
.

Photo Credits | nextberlin.eu