I nativi digitali traslocheranno su Google+

Google+ è il trend social del momento. Se non sei dentro, sei out. In tutti i sensi. Conosco gente che ha provato per cinque giorni di fila notte e giorno a entrare, riuscendoci infine. Il sistema di inviti è saltato nel giro di poche ore, perché era troppo cool far sapere agli altri che tu eri dentro. Ma com’è G+ visto da dentro?

Aspetto numero uno: come Facebook, ma più fluido e più semplice da usare. Apri il menu condividi e scrivi, incolli o carichi. Poi scegli con chi vuoi condividere: un amico, in una discussione a due, più amici, un gruppo di amici (le cerchie), più gruppi di amici, chiunque. Idem per quanto riguarda il tuo profilo pubblico: fatto salvo il nome, hai libertà di decidere quali informazione possono essere viste e da chi. E vedere come vedrebbe il tuo profilo in quel caso.

Fin qui, i motivi per abbandonare il Mark sono più che validi. Aggiungi che la gestione delle foto è molto più semplice, che puoi scegliere se caricarle istantaneamente quando scatti dal cellulare ed editarle (poco, ma è già qualcosa) e il gioco è fatto. Più c’è Hangout, la videochat di gruppo di Google+, cui ha fatto seguito Skype per Facebook.

C’è però che il Mark, dopo aver scoperto il trucco con cui la gente migrava gli amici verso Google+, ha chiuso la porta. Sì insomma, la vede grigia.

A suo vantaggio ci sono milioni di analfabeti digitali che hanno comprato lo smartphone per usare Facebook. Numeri del Mark: 750 milioni di utenti, 300 milioni attivi via mobile. Un po’ come a Skype, sarà difficile togliergli il quasi monopolio. Tanto più che Faccialibro è divenuta la nostra carta d’identità digitale, visto che ci consente di loggarci su decine di siti senza compilare noiosi form, creare pagine (funzione che ancora non c’è in G+), eventi (ma possibile che Google Calendar non sia stato integrato??!?!??!?!), di integrare servizi come Twitter o pubblicare il flusso dei post dei nostri blog (ma diamine, i miei Buzz e i post di Blogger perché non possono essere indirizzati alle mie cerchie?!?!?!).

Insomma, Facebook è ancora anni luce avanti, benché in tutto quello che ha fatto Google abbia fatto meglio. Se amate Facebook, avrete un account Google+ giusto per averlo. Se odiate Facebook, traslocherete. Google+ è un fantastico social network privo di milioni di analfabeti che condividono qualunque cosa facciano o pensino. Come la tv rimane il media preferito davanti a cui ciondolano casalinghe e anziani mentre i figli navigano con l’iPhone, Facebook resterà in termini di numeri il più grande social network. E il mondo si dividerà fra facebookiani e googleplusiani.

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  • Google+ è un fantastico social network privo di milioni di analfabeti che condividono qualunque cosa facciano o pensino.
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    Cosa che viene fatta benissimo anche da Internet Gurus che trasformano Twitter in una chat da 14enni.

    • Inevitabilmente ora è un social geek, anche per la meccanica non immediata rispetto a Facebook. Ma quanto resterà un’isola senza pubblicità, “analfabeti” digitali e altro?
      Probabilmente essendo il secondo “approccio” ad un social avremo anche noi più cura nello scegliere le persone a seguire. Forse proprio qui sarà la differenza con Facebook?

  • Ottimo articolo. Coraggioso visto quanto sia difficile fare previsioni oggi (e 2 mesi fa, quando è stato scritto).