Misura il potenziale della tua startup con tool gratuiti

Abbiamo già parlato di come il potenziale della tua startup comincia dal brand. Ma tradurre l’accoglienza positiva dei tuoi clienti e il loro engagement in dati concreti da includere in un business plan per un investitore non è così intuitivo.
L’altro problema che si pone è come farlo utilizzando tool gratuiti e seguendo un processo efficace e che non faccia perdere troppo tempo. Di seguito, un approccio flessibile per ogni tipo di startup.

In primis è necessario stabilire del tempo da dedicare a questo progetto. Il numero di ore dipende dal tuo business, ma diciamo che un minimo di 2 ore a settimana dovrebbe essere sufficiente.

Il secondo passo è creare una tabella da riempire con i criteri che hanno priorità per il tuo business. Le categorie sono:
1. Il tipo di dati.  Ad esempio le interazioni su Facebook;
2. I numeri. Ad esempio il numero di commenti, shares e likes;
3. L’attributo qualitativo. Ad esempio 1,000 likes su Facebook sono abbastanza o troppo pochi per il tuo business? Assegna un numero su una scala da te stabilita.
4. L’attributo di importanza.  Ad esempio come si relaziona l’engagement su Facebook con gli altri aspetti del tuo business?

Per ogni tipo di dati assegna un punteggio finale e poi fai la media di tutti i punteggi per capire quanto ‘in salute’ sia il tuo brand.

Dopo aver creato le basi per organizzare i dati, abbiamo bisogno di raccogliere attivamente i dati e ben più importante, saper dove trovarli. Fortunatamente, per misurare la tua performance online ci sono moltissimi tool gratuiti.

Google Analytics è la risposta più ovvia. Ti permette di capire come i tuoi clienti trovano il tuo sito web (social media o una ricerca su Google?), quali e quanti articoli su internet menzionano la tua startup e se questo ha avuto effetto sulle vendite. Inoltre, se il tuo sito include un motore di ricerca interno, è possibile monitorare quello che i tuoi clienti cercano. Ma non solo, stimando la proporzione di nuovi visitatori e visitatori frequenti puoi capire se i clienti visitano il tuo sito web solo una volta e non ritornano più, quindi il loro livello di fidelizzazione.

Un altro tool firmato Google è  Trends che ti permette di misurare il numero di ricerche per una determinata parola. In quanti hanno cercato il nome della tua startup dal lancio ad oggi? Hai tra le mani un brand davvero popolare?

Sempre da Google, Alerts ti manda una mail se le parole chiave che vuoi monitorare appaiono nella rete. Fantastico in teoria, meno efficace in pratica. Per fortuna ci sono altri siti che possono aiutarvi [icerocket.com, topsy.com, socialmention.com e mention.com]. Il vantaggio di questi è che trovano menzioni non solo su blog e simili ma anche su i social media.
Se quello che cerchi non è ancora disponibile, puoi sempre utilizzare If This Then That, che ti permette ti creare integrazioni automatizzate tra due prodotti in maniera molto semplice.

Infine, utilizzando Google Forms o Survey Monkey, puoi raccogliere il feedback dei tuoi clienti, se il tuo sito non ha questa funzionalità. Basterà incoraggiare i tuoi clienti tramite newsletter e/o copy sul tuo sito.

Vi lascio con queste parole del precedente CEO di Coca Cola, Roberto Goizueta:

Tutte le nostre fabbriche e strutture potrebbero bruciare domani, ma difficilmente si toccherebbe il valore dell’azienda; il vero valore di Coca Cola si trova nel nostro marchio e la sua presenza nell’immaginario collettivo.

[I contenuti di questo articolo sono apparsi precedentemente nella presentazione di Matter of Form alla conferenza Measurefest. Sono stati qui tradotti per il pubblico italiano].