Il mercato della ristorazione cambia con Rysto [INTERVISTA]

Di ritorno dal TechCrunch vi avevo promesso che avremmo fatto raccontare dalla voce dei protagonisti le startup che ci sono piaciute maggiormente. La prima ce la raccontano Jacopo Chirici e Massimo Fabrizio, co-founder di Rysto.

Raccontateci cos’è Rysto e come è nata l’idea. Insomma quale problema risolve?
Rysto è la prima piattaforma social per il mondo del lavoro nei settori della ristorazione e alberghiero. Non è da confondersi con le classiche bacheche annunci che ci sono oggi sul mercato, infatti Rysto è strutturato come un vero social network con lo scopo principale di far incontrare domanda ed offerta di lavoro in questi settori. L’idea è venuta originariamente da Massimo Fabrizio, il quale ha lavorato in vari ristoranti durante il suo percorso scolastico. “Non riuscivo mai a coniugare i miei impegni lavorativi con i miei impegni personali”- interviene Massimo -“è per questo che ho pensato a creare una piattaforma che permettesse la gestione delle risorse umane in questo settore in modo informatizzato, secondo le esigenze e la disponibilità dei vari lavoratori”. Il nostro vantaggio competitivo è, infatti, quello di avere la funzione Real-Time la quale viene utilizzata dai gestori e manager di business locali in modo da trovare lavoratori geo-localizzati nel giro di minuti e gestire così gli sbalzi di domanda del mercato a seconda della disponibilità dei lavoratori nell’area geografica interessata.

In poche semplici parole, come funziona la piattaforma?
Ci sono due tipi di registrazioni: una per i mangers ed una per gli aspiranti lavoratori. Entrambe le figure si creano il proprio profilo, la parte manager incentrata alla descrizione del business che stanno gestendo, la parte dei lavoratori invece incentrata sulla persona, con foto, età, esperienza lavorativa e una breve descrizione della propria personalità o di eventuali corsi sostenuti. Rysto è solamente uno strumento di comunicazione fra le parti. Infatti, è il gestore del ristorante o albergo che sceglie i criteri di selezione e una volta trovato il giusto match sarà lui a dover contattare tramite email o telefonicamente il candidato lavoratore.

Che modello di business hai messo in piedi?
Ci sono vari modi per poter monetizzare il sito. Al momento la piattaforma è in una fase Beta sperimentale in 4 città italiane (Roma, Milano, Firenze e Venezia) ed è totalmente gratuita. La registrazione è e sarà gratuita sia per i lavoratori che per i managers. Anche l’utilizzazione del servizio rimarrà gratuita per entrambe le entità, ma alcune limitazioni verranno introdotte nella parte dei managers in modo da mettere in atto un freemium business model a tutti gli effetti. La fase di Test ci stà comunque fornendo indicazioni importanti anche per quanto riguarda la strategia di monetizzazione della piattaforma.

Quali sono gli obiettivi?
L’obiettivo principale è quello di costruire un servizio che sia utile sia alle aziende sia alle persone che sono in cerca di un impiego. Noi vogliamo alleggerire tutto il processo di comunicazione finalizzato al recruiting che stà pesando principalmente sulle aziende ma anche sui lavoratori. Vogliamo costruire una piattaforma intorno alle necessità dell’utente, ed è per questo motivo che abbiamo integrato la parte social, poichè ci fidiamo espressamente dei nostri utenti. Se riusciamo a combinare tutti gli ingredienti e creare qualcosa che sia utile per i nostri utenti e per la società più in generale, abbiamo vinto. Tutto il resto seguirà questo processo. Comunque dobbiamo dire che siamo sulla strada giusta visto tutti i riscontri positivi che abbiamo ricevuto dal momento in cui abbiamo lanciato sul mercato.

Per concludere, che consiglio dareste ad uno startupper che ha un’idea e vuole avviare il suo progetto?
Go for it! Questo è il nostro consiglio. In una società come quella italiana, basata sul lavoro dipendente per tradizione, la figura imprenditoriale è ancora difficile da digerire e da accettare nell’opinione pubblica. Questo è un luogo comune che comunque stà cambiando piano piano, anche perchè questa crisi economica è stato un campanello di allarme per molti (governo e istituzioni pubbliche comprese) e hanno capito che se non vengono incentivate nuove idee e innovazione in generale, non riusciremmo mai a risalire dal baratro in cui ci siamo trovati in questi giorni. Oggi si parla di start-up e innovazione nelle prime pagine di tutti i quotidiani, di incentivi alle aziende e di micro-impresa come motore portante dell’economia italiana. Secondo noi non c’è mai stato un momento migliore per aprire un attività imprenditoriale, anche perchè, come dicono i cinesi, “è dalla mota che nascono i fiori più belli”. L’importante è avere il giusto entusiasmo, tutto il resto è secondario.