Vincenzo Cosenza ci spiega lo stato della rete [INTERVISTA]

Ho incontrato Vincenzo Cosenza a State of the net, evento triestino dedicato alla rete in cui si è parlato di social network, trend, web e tecnologie varie. Vincenzo, aka Vincos, ha presentato dei dati molto interessanti circa l’uso dei social network che viene fatto da parte degli italiani. Potete trovare il report sul suo sito e la presentazione su Slideshare. Con lui ho già approfondito il tema su Wired.it mentre lui stesso è andato in verticale sugli hashtag su Chefuturo!. Già che c’ero, gli ho chiesto di rispondere a qualche domanda per Republic+Queen.

Scoprire che in Italia Badoo è il quarto social network mi ha un po’ sorpreso. Quali sono secondo te i social che cresceranno di più nel corso di questo anno?
Badoo ora è il terzo dopo Twitter, ma già da un paio d’anni è un network molto gradito ai teenager. Il successo è dovuto ad una sua differenziazione rispetto a Facebook ossia essere il luogo privilegiato per fare nuove amicizie, ai limiti dei siti di dating online. A mio avviso quest’anno vedremo una crescita di Google Plus perché il gigante del search sta investendo molto nell’integrazione con i suoi servizi già molto usati dagli utenti come la posta elettronica.

E Pinterest?
Lo considero mediaticamente sovraesposto. I giornalisti cercano la next big thing. Pinterest fa dei numeri interessanti, ma ha ancora bisogno di conferme. Vedremo se e come continuerà a crescere: è presto per valutarlo.

Hai introdotto il concetto di mood su Twitter e spiegato che la reazione negativa si sente di più rispetto a quella positiva. Ma fra negativi e positivi, quali sono gli altri stati d’animo che si manifestano pubblicamente?
Se in una giornata tipo le emozioni positive e negative tendono ad equivalersi, in occasione di eventi particolari emergono dei picchi. Quello che abbiamo fatto col team di linguisti computazionali di Blogmeter è individuare e mappare alcune emozioni. C’è molto dibattito tra gli psicologi su quali siano le emozioni. Tutti concordano sul fatto che quelle di base siano gioia, tristezza, rabbia, paura. A queste vengono aggiunte emozioni diverse da diversi autori. Noi abbiamo considerato anche disgusto, amore, stupore. Inoltre tracciamo anche l’”apprezzamento” che non è una vera emozione, ma esprime una “valutazione”, cosa resa molto comune dai social network.

Un tema molto interessante è quello della politica. Che sentimenti emergono?
Non abbiamo ancora fatto un’analisi approfondita in tal senso. Ti posso dire quello che abbiamo rilevato attorno ai due hashtag politici più usati “bossi” e “monti”. Nel primo caso è risultata di gran lunga preminente l’emozione del disgusto. Nel secondo caso invece c’è un mix: una prevalenza di rabbia e tristezza, ma sono presenti anche le altre emozioni e valutazioni positive.

Nella classifica delle fanpage sono assenti quelle dei partiti e dei politici, Grillo compreso. In quella dell’engagement invece ci sono alcuni quotidiani schierati, ma ancora mancano politici e partiti. Mancano per altro diversi dei brand più linkati. Come pensi cambierà questa situazione nei prossimi dodici mesi?
La classifica riguardava espressamente i brand commerciali ad esclusione dei personaggi pubblici. A parte questo sono sicuro che tutti i partiti si attrezzeranno in vista delle prossime elezioni per occupare il territorio dei social network. Alcuni hanno già iniziato a farsi aiutare da consulenti di comunicazione non tradizionale.

Il fatto che Grillo non sia stato uno dei temi più dibattuti come lo spieghi? Ci sono altri temi rilevanti ignorati dalla rete?
Grillo non è tra i top hashtag del periodo, ma è comunque presente dopo #monti e #bossi con l’hashtag #m5s che nelle 11 settimane ha avuto oltre 23.000 citazioni. Inoltre #berlusconi ha “solo” 13.000 citazioni, mentre #pd poco più di 11.000.

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