La regola più importante per la UX, che forse ignoravate

Non è così comune che i grandi Brand rompano questa regola o che lo facciamo noi nella vita di tutti i giorni. Questo fenomeno infatti può aiutarci non solo nella progettazione di una user experience di un prodotto, ma anche nel gestire i nostri tasks quotidiani.

La legge di Miller nasce con uno scritto del 1956 intitolato The Magical number Seven, Plus or Minus Two: Some limits on Our Capacity for Processing Information, pubblicato dallo psicologo cognitivo George A. Miller del Dipartimento di Psicologia dell’università di Princeton. La parte centrale dello scritto dichiara che il numero massimo di gruppi di informazioni che una mente può processare e trattenere nella propria memoria a breve termine è 7 più o meno 2, cioè da 5 a 9.

Miller paragona la memoria a breve termine con le risposte di una persona ad una serie di stimoli che variano solo in una caratteristica (per esempio 10 toni che variano per intensità). Le risposte agli stimoli sono ottime tra i 5 e i 6 stimoli ma calano dopo aver raggiunto questo numero.

Allo stesso modo la nostra memoria riesce a ricordare tra 5 e 9 gruppi di informazioni. Per questo, organizzare le informazioni, per esempio in un sito web, può essere fondamentale nella facilità di utilizzo di uno user. La chiave fondamentale della legge di Miller sono proprio i gruppi di informazioni. Se per esempio consideriamo la parola penna, le sue 5 lettere insieme costituiscono solo 1 gruppo di informazioni ma se invece sconvolgiamo l’ordine delle lettere in “enpna”, queste costituiranno 5 gruppi di informazioni diverse, perchè il loro insieme non ha un senso per l’utente.

Less è quindi veramente more. Un numero esagerato di gruppi di informazioni in un’interfaccia sarebbe troppo complicato da analizzare per un nuovo utente e gli farebbe perdere troppo tempo, con la conseguenza di portarlo a lasciar perdere.

Un altro punto fondamentale per la legge di Miller è l’effetto recency e primacy, che dimostra come le informazioni che sono più facili da ricordare sono quelle che si trovano alla fine e all’inizio, difficilmente ricordiamo delle informazioni in mezzo ad una lista. Cosa fare quindi? Inserire tutte le informazioni che vogliamo restino impresse in un utente alla fine e all’inizio?

Ovviamente tutte queste informazioni possono essere riportate anche nella vita di tutti i giorni, oltre che sul design. Se dobbiamo assolvere ad un task per cui automaticamente conserviamo già dei gruppi di informazioni, non possiamo rispondere anche ad ulteriori stimoli esterni, come le notifiche di WhatsApp o Facebook. La stessa cosa vale per gli oggetti che ci circondano, le persone che fanno parte del nostro team di lavoro, i tools che usiamo e così via… Eliminate tutto quello che è in più, riducete il vostro team di lavoro ed usate solamente gli strumenti necessari per il raggiungimento dei vostri obiettivi. In poche parole, la legge di Miller sembra anche un suggerimento su come rimanere focalizzati e raggiungere più facilmente i propri scopi.

Se volete mettervi alla prova e capire se la vostra mente riesce a processare più informazioni di quanto non faccia la maggiorparte delle persone, qui c’è un esercizio che vi metterà alla prova.

Se siete dei designer invece ed eravate all’oscuro di queste informazioni, probabilmente dovrete inserirle tra i vostri preferiti e tenerle presenti nella progettazione dei vostri nuovi prodotti.