Non si compra con i soldi, ma col tempo speso

Questo post è differente, ve lo dico subito. Non ho deciso di scrivere il solito approfondimento sul Social Media e Comunicazione, per quello ci rivediamo la prossima settimana. Piuttosto voglio rendervi partecipi di una suggestione che si pone al confine tra il lavoro che ho la fortuna di fare e il fatto di essere persona in questo mondo.

Tutto nasce dalla puntata Fischia il vento, dal titolo I nuovi rivoluzionari, quando Gad Lerner intervista Josè Mujica. Il Presidente dell’Uruguay – con uno stipendio di circa 1.500 dollari al mese – si domanda quale raziocinio ci sia nell’accumulare denaro a ottanta anni. Mujica interpreta un esempio di sobrietà consumando il necessario per vivere senza però accettare di vivere per consumare.

Ma veniamo al punto e alla frase che mi ha fatto scrivere questo post è:

“Quando compro qualcosa non lo compro con il denaro, lo compro con il tempo della mia vita che c’è voluto per guadagnare questo denaro.”

Partendo da questa riflessione mi viene da pensare a quante volte certe aziende hanno quasi preteso l’attenzione di noi utenti senza lasciare nulla in cambio. Perché un Brand su Facebook, Twitter, Tv, Radio o Carta stampata pensa di dover ricevere l’attenzione delle persone esponendole a messaggi pubblicitari di poca o nessuna utilità?
Troppo spesso dimentichiamo il potere che abbiamo tra le mani, quando decidiamo di seguire ciò che esprime un marchio stiamo concedendo il nostro tempo, il tempo che potremmo investire in altro e renderlo più produttivo e utile per noi stessi.

A questo proposito chiudo condividendo un’altra frase del Presidente:

Non devo spendere la mia vita a fare qualunque cosa ma devo spendere il maggior tempo che posso nelle cose che veramente mi motivano.

Forse ci saranno meno condivisioni, ma mi piacerebbe che a questo post ci fossero più riflessioni e, se lo reputate opportuno, qualche commento. Grazie.

  • Claudia

    Meno cose fatte con più amore…che sia questo il segreto del successo??

  • Alex Tortorelli

    Gran bel post. Non se ne vedono molti in giro. Spero seguiranno altri post simili ;)

    Sul tema del tempo e di come lo spendiamo mi piacerebbe avviare una riflessione sugli effetti del tempo speso all’interno dei media digitali, in particolare sui social network.

    E’ ormai scontato affermare che la nostra generazione vive tra due universi: offline e online. Possiamo definirci bipolari. Quando passiamo da una parte all’altra (offline vs online) tendiamo ad utilizzare lo stesso linguaggio senza però renderci conto del cambiamento semantico che avviene ogni volta che varchiamo il confine. Dunque sono due universi che si compenetrano e si riscrivono a vicenda.

    Se consideriamo che una delle principali caratteristiche dei social network, Facebook su tutti, è quella di accorciare le distanze allora credo abbiamo un paradosso: i social media ci avvicinano ma al tempo stesso ci allontanano. Più tempo spenderemo a coltivare relazioni digitali meno tempo avremo per dedicarci alle relazioni offline. Forse è una visione pessimistica ma mi chiedo qual è il prezzo da pagare per il tempo che spendiamo (e continueremo a spendere sempre di più) online?

    • Ciao Andrea, ben fatto: la riflessione è più che gradita perché ogni tanto un time out per pensare, capire e migliorare serve eccome. Qui se continuiamo a parlare sempre e solo di adv, ppc, roi, infografiche e selfie ci atrofizziamo. Fare di meno, ma fare meglio: sono d’accordo. Ogni tanto riprendiamoci il nostro tempo. Male non farà. Alla prossima!

    • Sarebbe da farci un post ;)

  • Ciao Andrea, e’ il tuo terzo articolo che leggo, e devo dire che da oggi verro’ piu spesso su questo sito. Personalmente sono distrurbato dall’utilizzo e dalla piega che ha preso il “web”. Non scrivo bene come te, ma ho scritto anche qualcosa a riguardo ( non metto ovviamente il link, non sono qui’ per pubblicita’ personale ). Il punto e’ che secondo me, l’unico e vero obiettivo e’ accumulare utenti e mostrare loro pubblicita’. L’unico obiettivo di un sito e’ buttare dentro persone e fare revenue, secondo me tt questo a scapito dell’utente finale e del valore del contenuto. A tal proposito, cose ne pensi dello slow web? Conosci instapaper? E’, ad esmepio, un prodotto che ti pulisce il contenuto da tutta quella, pasami il termine, mondezza ( adv, etc ) e permette all’utente di porre maggiore attenzione sul contenuto. Se’ che non e’ proprio questo che hai detto nel post, ma secondo me sono molto vicini.

    Circa il “devo spendere il maggior tempo che posso nelle cose che veramente mi motivano”, sono d’accordissimo, ma ci vedo un problema se quel qualcosa che mi motiva e’ vittima di “ronzii e rumori” che minano la mia concetrazione.

    Come leggere un libro o dormire durante un volo Rynaiar: sto spenendo il mio tenpo su qualcosa che mi motiva? Ovvio, peccato che sono interrotto ogni 5 minuti da chi mi vuol vendere, per forza, qualcosa.

  • HomoBruno

    Nella vita serve spazio (mentale) e molte troppe cose occupano i nostri pensieri