Chi sono gli #igers italiani? [INTERVISTA]

Ilaria Barbotti, 28 anni, è l’animatrice di Instagramersitalia.it, sito del gruppo nato lo scorso aprile. In Italia oggi ci sono circa una trentina di gruppi locali di instagramers, o igers (ho mille dubbi sulla “s” finale, ma forse la dobbiamo tenere) e di conseguenza meetup e mostre (già, mostre di foto fatte con il telefonino!!!) cominciano a diffondersi. I follower di questi gruppi in Italia sono circa 25 mila. Il promotore dei gruppi di igers, che oggi nel mondo sono circa 230, è stato Philippe Gonzalez, madrileno di origini francesi. Dopo aver intervistato Fabio Lalli su brand e immagini, abbiamo pensato che il lancio del nuovo sito degli igers italiani potesse essere l’occasione per fare quattro chiacchiere con loro.

Ciao Ilaria, ti faccio subito una domanda difficile: descrivici gli igers italiani.

“Quelli che gestiscono un gruppo locale sono quasi tutti appassionati di social e web. Molti ci lavorano, come me. Spesso per loro la fotografia è uno stimolo a fare qualcosa di concreto per la propria città. Ce ne sono di tutti i tipi però, dai professionisti agli streetographers a chi  ritrae solo i propri gatti. C’è chi fotografa ogni cosa e chi ricerca lo scatto e posta solo foto di altissimo livello”.

Le foto legate ai brand non sono poche, anzi gli utenti di Instagram sembrano trovare particolare piacere da questo tipo di scatti: impressione mia o condividi?

“Per quei brand che fanno tendenza e per chi ha bisogno di sicurezze, sicuramente fare foto di questo tipo crea un certo status sociale, ma io trovo un po’ di tutto. Poi se i brand capissero cosa possono fare con questo strumento…”

Rispetto a un anno fa Instagram, quanto a filtri, è rimasta forse un po’ indietro. Non è che il recente update abbia innovato molto sotto questo profilo. All’interno di Instagram però la qualità delle foto evolve e le comunità si espandono. Diresti che sono più gli igers puri o gli iphoneografi a usare la piattaforma per condividere i propri scatti?

“Entrambi. Gli instagramers crescono perché, soprattutto nelle nazioni più attive (Italia, Spagna e UK) le attività sono molte e interessanti, per cui gli igers ti seguono. D’altro canto gli iphoneographer sono tantissimi e usano, credo da sempre, Instagram per condividere, mentre editano con altre app. Anche io lo faccio. I filtri di Instagram non valgono neanche la metà delle altre app fotografiche a disposizione”.

I challenge o comunque la condivisione di foto a tema stanno creando gruppi all’interno di Instagram. Ci racconti gli hashtag più particolari che hai visto e quelli più gettonati fra gli igers italiani?

“Un bellissimo challenge organizzato con Epson è stato  #epsonmosaic con cui abbiamo postato foto modificate con lo stile mosaico del fotografo Maurizio Galimberti. Poi ricordo con piacere il challenge natalizio ideato dai ragazzi emilo-romagnoli #tuttofabrodo, tag per il piatto tipico natalizio, i cappelletti in brodo: 170 foto postate con tanto di classifica top tre e vincitori di nulla :-) I tag più usati sono #igers, #igersitalia e igers seguito dalla propria città. Ti segnalo invece un grupppo di iger molto bravi che seguo sempre con piacere: sono di tutto il mondo e si riuniscono creando una #bwcollaboration e ogni lunedi postano la stessa foto con editing diversi”.

Com’è nata l’idea del sito? qual è lo scopo?

“È sorta all’interno del team Instagramers Italia dalle persone che credono di piu nel gruppo nazionale che aiuta e coinvolge i locali. Il team è formato da esperti nel campo della comunicazione e dei social media che si sono conosciuti grazie a Instagram e Instagramers. Lo scopo del sito è quello di promuovere le realtà locali e stimolare le persone a conoscersi di persona, organizzando eventi ad hoc con tema centrale la fotografia. Il nostro intento è stato ed è, sempre di più, quello di coinvolgere gli utenti in varie attività fotografiche e di gruppo (instameet e instawalk), alzare il livello e la qualità delle foto condivise, incontrarsi di persona, scambiarsi idee e consigli, andando oltre la sfera prettamente on line, creando una vera community”.

Recentemente gli iger di Roma hanno organizzato una mostra. Mi racconti come si svolgono questi eventi?

“Le mostre di solito sono organizzate con foto stampate dai local manager e sistemate in una location. Prima di solito si sceglie un tema e si condivide su Instagram. Al termine si scelgono le migliori foto e si espongono quelle oppure si sceglie tra le migliori foto della comunità”.

Ora che Instagram sbarca su Android, cosa cambia? 15 milioni di utenti ufficiali in tutto il mondo significa relativamente pochi utenti in ogni città. La fotocamera dell’iphone 4 e 4S è decisamente superiore a quella di molti dispositivi Android di fascia medio-alta per non parlare degli altri. Non c’è il rischio che la massificazione del social network porti alla fuga degli utenti maggiormente appassionati e attivi?

“Forse sarà cosi, forse si abbasserà un po il livello delle foto. Sono comunque certa che chi fa belle foto e ha un suo stile riuscirà sempre a trovare i suoi spazi e ad avere molto seguito”.

  • GianpieroRiva

    Mitica Ilary! Bell’intervista, complimenti a te e all’intervistatore ;-)