Infografiche: trucchi, consigli e un po’ di storia

In un momento storico in cui i bambini crescono a pane e TV, in cui l’ADSL è ormai in ogni famiglia della nazione, in cui la soglia massima media di attenzione si attesta intorno ai 40 secondi… le immagini rivestono indiscutibilmente un pesante ruolo educativo ed informativo che, fino a qualche decennio fa, era di quasi esclusivo appannaggio della stampa cartacea.

Da qualche tempo a questa parte si registra online il boom, la moda delle infografiche: ne ha già parlato Andrea Carnevali, su Internet sono nati come funghi strumenti che promettono innovative e impattanti infografiche… eppure, questa è un’ennesima moda del vintage. Le infografiche, infatti, vengono da tempo utilizzate nella storia della civiltà: se vogliamo, nascono nei pittogrammi delle grotte preistoriche di Altamira, negli studi cartografici medievali, nelle mappe astronomiche del Rinascimento. L’infografica “come la conosciamo noi” nasce nel 1878 sotto forma di alcuni diagrammi chimico-matematici, e viene largamente utilizzata negli oltre cento anni successivi, fino ad arrivare alle tecniche pubblicitarie degli anni ’70.

Ciò che oggi risulta attrattivo, nelle infografiche, è probabilmente la possibilità di farne un uso “self-service” grazie al web 2.0: i potenti software grafici, o più semplicemente una serie di strumenti web che ci permettono di emularli – come Visual.ly, per creare l’innografia vera e propria, o Piktochart,  per creare i grafici personalizzati da inserire nel nostro progetto -, ci danno l’opportunità di realizzare interessanti infografiche che poco hanno da invidiare a quelle realizzate professionalmente – un esempio, tentando di non peccare di modestia? Qui si trova la mia realizzazione.

Ed eccoci allora al cuore del mio contributo di oggi: tutto questo preambolo è servito da goloso antipasto per stimolare l’acquolina in bocca dell’avido lettore. Recentemente, infatti, mi sono imbattuta in un testo davvero meritevole in materia: Information is Beautiful di David McCandless.
Il libro è completamente realizzato sotto forma di infografica: dalla copertina, che richiama l’indice visuale dell’interno, fino alla “mappa dei ringraziamenti” nella penultima pagina.
Dentro, si trovano infografiche su qualsiasi cosa: quanto l’uomo inquina, quali sono le diverse tipologie di caffè esistenti, come si configura la mappa dei regni virtuali creati su Internet nei giochi di ruolo, quali sono le caratteristiche dei principali schieramenti politici. Il tutto condito con una buona dose di ironia, che a volte trasborda nel sarcasmo, e un’anima americana che inquadra un po’ il tutto.
Per una lettura nuova, e soprattutto visuale, del mondo che ci circonda, lo consiglio sicuramente: ancora meglio se consumato (come ho fatto io) insieme ad un buon bicchiere di vino, davanti ad uno scorcio mozzafiato e con una bella brezzolina che scompiglia pagine e capelli.
Buona lettu… anzi, visione!

Photo Credits | cefalu

  • Vi mando un’infografica che parla di siti che fanno infografiche! Giustamente citati anche nel post!

    • Grazie, soprattutto per Easelly che non conoscevo! ;)

  • lola

    :))

  • Nuova risorsa che ho provato qualche giorno fa, Vizify: qui trovate il mio profilo “vizifiato”: https://www.vizify.com/alessandra-giglio

    Senza contare poi il bel corso online e gratuito di un mostro delle infografiche, Alberto Cairo: http://open.journalismcourses.org/ La seconda edizione del corso è appena finita, ma di sicuro ce ne sarà una terza!