Chi è il community manager perfetto?

Se chiedete a un community manager la sua formazione, la sua esperienza lavorativa, e la sua giornata-tipo, riceverete un set di risposte molto diverse. Che fa il community manager? Di questa figura emergente non si può certo dire che sia chiaro il percorso di training da intraprendere, e questo si riflette – nella maggior parte dei casi – nel buio piu’ totale quando le risorse umane devono andare a caccia di questo ruolo fondamentale.

Secondo la webzine Clickz, sono 5 le aree professionali in cui andare a “scavare” per trovare il CM perfetto, eccole qui:

  • Marketing – nessuno conosce il mercato meglio di loro. I Marketing manager passano le giornate a studiare l’ambiente, il mercato, l’immagine del prodotto e del servizio proposto guardato con gli occhi dei clienti, e questo gli darebbe una marcia in più nelle conversazioni con la community.
  • Comunicazione Corporate – Cosa dire, quando dirlo, e come. Questo è il task principale dei responsabili della Corporate Communication, che hanno forti capacita’ di lavorare in team con gli altri ruoli aziendali al fine di dare messaggi e comunicazioni chiare e precise.
  • Customer Service – L’empatia, la propositività e la gentilezza sono caratteristiche chiave dei CM, caratteristiche già ampiamente dimostrate da chi si e’ occupato di assistere i clienti.
  • Non-Profit – Non sottovalutare i candidati con un background nell’ambito “no-profit”. Quello che li distingue infatti è una grande propensione alla motivazione delle persone, anche con poche risorse a disposizione.
  • Membri di una community – Gli utenti più attivi sono una risorsa d’oro. A guidarli sono la passione e la forte conoscenza del tema e dell’ambiente della community.

E – ci chiediamo noi – perchè non i blogger e chi si occupa PR? Qual è secondo voi l’esperienza che dovrebbe avere il responsabile delle community online?

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  • MI piace molto “Non-Profit – Non sottovalutare i candidati con un background nell’amito no-profit.”
    Infatti, come volontario, mi occupo di una onlus “Sorriso per Il Sudan”; potete vedere profilo FB , twitter e canale youtube e darmi un vostro giudizio?

  • Un community manager perfetto può anche non avere una formazione professionale. Contano molto l’esperienza, le grandi capacità relazionali e gestionali di un soggetto. Che poi sia un markettaro non importa.
    Non credi?

    • D’accordo con te, principalmente l’esperienza è una la variabile fondamentale.

    • gioia pistola

      Si credo anche io che sia l’esperienza in molti ambiti guidare “l’accademia”, pero’ credo anche che una visione di insieme data dalla formazione universitaria giochi un ruolo importante. Detto questo, tutto cio’ che ho imparato dalle community e dai social non l’ho imparato certo dai libri di sociologia (purtroppo!) 

    • Si credo anche io che sia l’esperienza in molti ambiti guidare “l’accademia”, pero’ credo anche che una visione di insieme data dalla formazione universitaria giochi un ruolo importante. Detto questo, tutto cio’ che ho imparato dalle community e dai social non l’ho imparato certo dai libri di sociologia (purtroppo!)

  • In realtà i blogger e chi si occupa di PR possono essere inclusi benissimo, non sai quanti ne conosco. Uno a caso, io. Anche se ora come ora non mi occupo direttamente delle communities, ma della strategia e vendita.

    • gioia pistola

      Esatto Giorgio :) Infatti la mia voleva essere proprio una provocazione visto che chi ha suggerito gli ambiti in cui fare scouting non ha inserito proprio uno dei settori piu’ fertili, il blogging e le digital PR!

    • gioia pistola

      Qual e’ la tua formazione? Tanto per fare benchmark :)

    • Esatto Giorgio :) Infatti la mia voleva essere
      proprio una provocazione visto che chi ha suggerito gli ambiti in cui fare scouting non ha inserito proprio uno dei settori piu’ fertili, il blogging e le digital PR! Qual e’ la tua formazione?

  • E’ importante avere una forte capacità comunicativa sul web. Non basta saper scrivere, bisogna studiare i linguaggi del web che sono totalmente diversi dalle altre forme di comunicazione.

    • gioia pistola

      Sono d’accordo Michela, io credo (da Community Manager :) che essere multidisciplinari aiuta moltissimo soprattutto quando devi occuparti di diversi progetti e – quindi – conoscere diversi target e mercati per capire come “parlare” con gli utenti.

    • Gioia Pistola

      Sono d’accordo Michela, io credo (da Community Manager :) che essere multidisciplinari aiuti moltissimo soprattutto quando devi occuparti di diversi progetti e – quindi – conoscere diversi target e mercati per capire come “parlare” con gli utenti.

  • penso manchi una parte fondamentale nell’articolo. Troppo spesso le aziende pensano che il community manager debba passare la giornata unicamente chiuso nella sua stanza davanti al computer, ma la community si fa crescere con un buon bilanciamento di online e di offline. Il community manager “perfetto” sa alternare in un buon 50-50 il lavoro che svolge online con le relazioni offline sia con media/marketing partner che con i membri stessi della comunità e il resto del pubblico, incontrandoli di persona, organizzando eventi e rendendo tangibile la propria presenza. Se no, ci si riduce ad avere magari 30k iscritti di cui 28k da campagne di web adv o field marketing, quindi di norma inattivi e disinteressati.

    • Le relazioni on field sono molto importanti, sono perfettamente d’accordo. Per questo infatti, oltre alle categorie individuate da Clickz, mi sono chiesta perche’ non inserire chi ha una forte esperienza nelle PR. Per la mia esperienza, il contatto diretto e’ un tassello che non puo’ mancare per consolidare le relazioni e magari anche banalmente per dare un volto ai tuoi utenti piu’ attivi, ai tuoi partner etc. Claudia stavo riflettendo su un approfondimento a piu’ mani sul ruolo del CM, visto il buon riscontro di questo spunto. Credo che mettendo insieme le nostre esperienze potrebbero emergere outlines interessanti. Che ne dici?

  • Roberto Polli

    Dipende dal tipo di community che si vuole promuovere: sarò banale?