Google Search Plus Your World: i nostri Pro & Contro

Se cerchiamo su Google informazioni per una vacanza, oltre ad ottenere una serie di risultati, forse ci piacerebbe conoscere e imparare – allo stesso tempo – anche dalle esperienze dei nostri amici. Otterremmo un quadro della destinazione scelta molto più significativo di una ricerca impersonale. Questo, almeno, è quello che dice Google del nuovo Search Plus Your World.

Chi ancora non è aggiornato dovrebbe sapere infatti che Google ha indicizzato nei risultati organici tutti i contenuti di G+, facendoci visualizzare nelle ricerche anche gli amici delle nostre ‘cerchie’ e le loro attività. Penalizzando Facebook e Twitter. Una features che scuote l’equilibro degli altri social giants, e che ha portato Twitter GC a parlare addirittura di un ‘Bad day for the Internet’.

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Ma perché dovremmo amare GPYW? E perché no?

[Pro] Oggi lo share equivale al link di dieci anni fa. Più una cosa è condivisa più è rilevante. quindi aggiungere questa variabile all’algoritmo di ricerca era il naturale passo da compiere. Quello che ci auguriamo è che presto vengano introdotti gli altri social, e in ogni caso, c’è sempre il bottone per passare dai risultati di google search plus a quelli di google search.

[Cons] Aver lasciato fuori Twitter e Facebook dimostra due cose. La più evidente è che Google ha cercato di darsi un vantaggio. L’immediata apertura di Schmidt a Twitter e Facebook sa di circostanza: avrebbero dovuto integrarli per quanto possibile e – al piu’ – evidenziare le carenze del sistema puntandogli il dito contro, non lasciarli fuori. Andare in guerra è controproducente per tutti. Ora le ricerche real time ce le possiamo fare su http://twitter.com/search.

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[Pro] I social entrano in modo definitivo, fondamentale e determinante nel SEO, privilegiando i contatti personali che si hanno e, fino a questo momento, Google ci permette di scegliere se effettuare una ricerca “social” o “globale”.

[Cons] Non solo sono stati estromessi Facebook e Twitter, ma mancano all’appello dell’indicizzazione anche le informazioni di applicazioni minori come Instagram, Hipstamatic. Ma il problema più grande è che BigG perde la sua verginità, e se fino a ieri l’algoritmo privilegiava l’utente, ora sembra valere la logica GPYW first, con l’imposizione di alcuni risultati. Nel frattempo anche i difensori della privacy si stanno muovendo: l’ultima battuta nella rappresaglia contro la social search e’ infatti quella dell’Electronic Privacy Information Center (EPIC).

Il paradigma del personal web sembra prendere una forma concreta, e visto che ormai google è diventato il canale mainstream dell’Internet questa era una mossa prevedibile. Dal punto di vista dell’utente, questo renderà sicuramente le cose più semplici. Ma non necessariamente più imparziali.

Gli autori: Andrea Carnevali, Gioia Pistola e Silvio Gulizia

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