Google Cardboard: la Realtà Virtuale a portata di Brand

Negli ultimi anni, una delle parole chiave più in voga nel mondo del marketing è stata “storytelling”, la capacità cioè di raccontare, attraverso media di diverso tipo, storie che fossero in grado di far vivere alle persone esperienze coinvolgenti, trasmettendo contemporaneamente determinati messaggi e valori, in questo caso legati ai Brand e alle loro attività di comunicazione. Le aziende hanno quindi cercato continuamente nuovi modi per raccontare le loro storie provando, grazie alle possibilità offerte dal digitale, a proporre esperienze sempre più immersive.

La nuova vita della VR

In questo campo, di recente è salita nuovamente alla ribalta la Realtà Virtuale, o VR, tecnologia che nei primi anni ’90 prometteva grandi cose per poi essere messa nel dimenticatoio a causa della poca maturità delle soluzioni proposte, unita ad un’estrema complessità e a costi elevati, caratteristiche che la rendevano poco più di una simpatica giostra virtuale fruibile nei luna park.

Con l’avvento di Oculus Rift, il visore VR nato con una campagna su Kickstarter e successivamente acquisito da Facebook, e con la sempre maggiore diffusione dei video a 360°, la Realtà Virtuale ha attratto l’attenzione delle aziende, sia per quanto riguarda la produzione di device proprietari (ad esempio il Samsung Gear VR o il PlayStation VR di Sony), sia per la possibilità di creare esperienze totalmente nuove per conquistare il cuore dei consumatori.
Il problema di una soluzione avanzata come Oculus Rift, però, risiede nella sua attuale incapacità di rivolgersi al grande pubblico, a causa della necessità di interfacciarsi con computer molto potenti per funzionare a dovere. La Realtà Virtuale è quindi destinata nuovamente a rimanere una promessa per gli anni futuri? Non proprio. Per cominciare a vivere esperienze di questo tipo quello che vi serve già ce l’avete, ed è nelle vostre tasche.

L’arrivo di Google Cardboard e delle nuove Brand VR Experience

Al Google I/O di giugno 2014 il colosso di Mountain View annunciò quello che alla maggior parte delle persone sembrò un pesce di aprile fuori tempo massimo: Cardboard, un visore per la Realtà Virtuale fatto di materiali semplici ed economici, ovvero un pezzo di cartone, due lenti di plastica e del velcro, in cui la parte dello schermo l’avrebbe giocata lo smartphone, da inserire all’interno del visore in un apposito slot.

Superato lo stupore per la presentazione di un prodotto così “cheap”, nei giorni successivi i professionisti del marketing cominciarono a capire la portata rivoluzionaria di questo annuncio, capace di mantenere una promessa a lungo disattesa: consentire a milioni di persone di vivere esperienze in Realtà Virtuale sin da subito, sfruttando in modo brillante l’unico device presente nelle tasche di tutti, lo smartphone.

Un’opportunità incredibile per i Brand, in grado ora di costruire modalità di racconto e coinvolgimento potenti e immersive come mai prima, con la possibilità di rivolgersi, da subito, ad un pubblico sterminato. Una delle prime aziende a cogliere questa occasione è stata Volvo che, in occasione del lancio del nuovo SUV XC90, ha prodotto Cardboard brandizzati e ha sviluppato l’app Volvo Reality, il “primo virtual reality test drive su smartphone”, in grado di offrire alle persone un’esperienza divertente alla guida della macchina in diversi scenari.

Nei mesi successivi Brand di diversi settori hanno capito le opportunità offerte dalla Realtà Virtuale di creare contenuti in grado di coinvolgere gli utenti con un tipo di esperienza che finora in pochi hanno avuto la possibilità di provare. Mercedes, con la sua VR App, ha proposto agli appassionati di quattro ruote di vivere in prima persona qualche giro in pista con due bolidi normalmente fuori dalla portata di tutti, mentre The North Face ha offerto agli amanti della montagna vertiginose scalate in prima persona, con l’obiettivo di far vivere un’avventura davvero fuori dal comune. Anche nel mondo della musica si sono registrate le prime sperimentazioni, ad esempio con il filmato a 360° di un concerto di Paul McCartney  e con il video musicale immersivo Revolt dei Muse.

Tra tutte le iniziative di questi ultimi mesi, spicca però un progetto che arriva dal mondo dell’editoria, il settore che per definizione ha nello storytelling la sua ragion d’essere. Nelle scorse settimane il New York Times, in collaborazione con Google, ha inviato 1,3 milioni di Cardboard agli abbonati dell’edizione cartacea insieme al suo Sunday Bundle, per lanciare la sua app di virtual reality NYT VR.
All’interno dell’app è possibile trovare video reportage a 360° realizzati per far sentire gli utenti al centro della storia, come il primo filmato The Displaced, che segue tre bambini della Siria, dell’Ucraina e dal Sudan la cui vita è stata cambiata per sempre dagli orrori della guerra, o l’ultimo Vigils in Paris, che testimonia il ricordo dei parigini alle vittime degli attacchi terroristici del 13 novembre 2015.

Contenuti giornalistici di qualità fruibili attraverso esperienze immersive quindi, ma non solo. Attualmente all’interno dell’app è possibile trovare due Branded Content, uno di General Electric e l’altro di Mini. Il primo costruisce efficacemente un viaggio in grado di sfruttare tutte le peculiarità di questa nuova modalità di narrazione, ponendo l’utente al centro di un coinvolgente mondo 3D  che racconta come GE sfrutti i principi della biomimetica per ispirarsi nella realizzazione di nuove tecnologie.
Mini ha invece realizzato un video a 360° in cui l’utente partecipa ad un colpo di una banda criminale che sgomma a tutta velocità su una Mini. In questo caso, però, l’esperienza non si è dimostrata ben calibrata, poiché l’utente segue questa vicenda come fosse uno spettatore al cinema, senza mai sentirsi davvero coinvolto nell’azione.

Anche Hollywood non poteva mancare all’appello dei precursori della Realtà Virtuale: Disney, in collaborazione con Verizon, ha da pochi giorni inserito all’interno dell’app ufficiale del film Star Wars: The Force Awakens, già piena di diverse funzionalità molto interessanti per i fan della saga, la sezione “Jakku Spy”, un’esperienza VR divisa in nove episodi che faranno vivere agli appassionati un’avventura in prima persona all’interno dell’universo immaginato da George Lucas.

La Realtà Virtuale, quindi, si sta affermando come nuova modalità di narrazione caratterizzata da specifici linguaggi che trasformano l’esperienza, attraverso video a 360° o mondi 3D interattivi, valorizzando il centro della scena, ovvero l’utente che vive in prima persona la storia raccontata. I Brand stanno ancora scoprendo questa nuova frontiera, come abbiamo visto con risultati più o meno riusciti, ma una cosa è sicura: grazie a Cardboard le aziende hanno cominciato ad esplorare un modo diverso di raccontare storie, dotate di un livello di immersività mai raggiunto prima da altre esperienze digitali. Non cogliere tempestivamente questa opportunità potrebbe rivelarsi un grande errore.