Non ce ne frega niente di dove ti trovi in questo momento. Sono oltre 20.000 le persone a pensarla così e a dichiararlo su Facebook. Il 2011 sarà l’anno della geolocalizzazione, dicono da più parti, ma l’uso di Facebook Places e Foursquare sarà davvero digerito da tutti?
Ostacolo numero uno alla diffusione delle abitudini geolocal è quello che potremmo definire il mobile gap: non tutti sono in possesso della tecnologia e della conoscenza per usare i tool di geolocalizzazione. Così gli esclusi guardano con sospetto a questa nuova e strana specie di essere umano che fa check-in sul tram, nei bar, in ufficio e addirittura nella propria stanza da letto.
La vita dei cacciatori di mayorship sembra svolgersi infatti su due binari paralleli: da un lato la dimensione “reale” e il normale succedersi degli eventi, dall’altro la dimensione “mobile” del far sapere cosa si sta facendo in quell’istante, una sorta di cronaca in tempo reale, una iper-esistenza da smartphone. Gli altri, quelli esclusi dal giro delle venue, restano increduli di fronte a questa nuova dimensione antropologica e percepiscono spesso come spam le sempre più numerose notifiche geolocalizzanti degli amici: è come esser catapultati nei dettagli della quotidianità altrui, senza peraltro averne espresso in alcun modo il desiderio.
E veniamo dunque al secondo aspetto: quello della privacy. Dichiarare la propria posizione apre una serie di insperate possibilità per gli stalker di oggi e di ieri, crea, come abbiamo detto, una visibilità non richiesta sul proprio quotidiano e può generare dinamiche che sfuggono di mano all’utente comunicante. La gara ai badge e alle mayorship è infatti così avvincente che l’opportunità o meno di fare check-in ovunque passa in secondo piano: l’utente si espone così ad equivoci e al rischio di perdere quegli spazi di riservatezza oggi così rari e preziosi.
Infine la possibilità di taggare gli altri amici presenti rende il check-in ancora più invasivo e lesivo: posso scegliere di dichiarare la posizione dei miei conoscenti, senza avere alcun mezzo per valutare le conseguenze nella sfera di conoscenze della persona che mi accingo a taggare.
Le opportunità e le obiezioni della geolocalizzazione sono molte. Vedremo come evolverà la situazione durante l’anno e torneremo sicuramente qui a tirare le somme.
.



















