#Foodporn un fenomeno duraturo

Quello del cibo social è un trend che non conosce tramonto.

Il foodporn nel 2017 (quasi 2018) è un fenomeno ancora popolare. Ne parlammo già 4 anni fa qui ipotizzando una conclusione fisiologica per quella che descrivevamo “bolla”. Ma il tempo ne sta consacrando la durabilità. Basti pensare che uno dei topic più chiacchierati su Instagram è sicuramente #food, che si classifica 25° tra i 100 hashtag più utilizzati al mondo, mentre #foodporn è stato utilizzato più di 142 milioni di volte e 60 milioni di post per #yum e #delicious.

Verità è che mangiamo in media 3 volte al giorno senza stancarci mai, il che consacra il cibo, oltre che come interesse primario volto alla sopravvivenza, come passione social durevole. Il sapore e anche la vista del cibo ci seducono, ci conquistano, soprattutto occhieggiando dallo stream dei social network con video ricette pensate per un consumo veloce, presentate come facili esercizi da mezz’ora per l’approvazione di amici e parenti o per ravvivare il menu dei nostri pasti veloci e consueti.

Secondo il sito ScienceDaily.com la semplice vista di piatti deliziosi stimola l’appetito. A sostegno cita uno studio condotto su un campione di persone che ha documentato un aumento della secrezione di grelina, l’ormone prodotto nello stomaco preposto allo stimolo dell’appetito, in conseguenza della visualizzazione di immagini di cibo e cibarie.

Gli alleati ideali del #foodporn sono quindi di certo i social network (in primis Instagram) e con altrettanta certezza la moltiplicazione di programmi di divulgazione della cultura enogastronomica e di reality sul cibo, che ci trasformano in epigoni Masterchef casalinghi pronti ad immortalare il perfetto impiattamento ottenuto.

Il cibo è esperienza d’acquisto, di scelta, di consumo. Ci descrive, parla di noi, oltre a parlare di sé. Il cibo è sensoriale nel gusto, vista e olfatto, è interattività con il prodotto, diventa storie da narrare sulle origini, i luoghi di produzione e consumo, nonché tradizione di prodotti, paesi e ricette. È un luogo di preparazione e di consumo, a casa o al ristorante. Insomma siamo davanti a infinite potenzialità di allargamento e contemporaneamente segmentazione dei mercati, in un settore “santificato” dall’Expo 2016 di Milano e dal suo successo.

E in questo scenario la nostra generale dipendenza dal fotografare e guardare le foto di cibo online è un capitale inesauribile per gli “imprenditori alimentari” che sono abbastanza esperti da usare questa ossessione a loro vantaggio con sempre nuove iniziative (sponsorship, placement, format, hashtag, contest) che contribuiscono a vivificare l’interesse per l’argomento che sembra avere una lunghissima vita dinnanzi a se.