Facebook cambia algoritmo per non implodere

Twitter, meglio di Facebook, si confà perfettamente alle necessità giornalistiche: è in tempo reale, raggiunge milione di persone e permette in pochi click di ottenere informazioni (sia per i giornalisti che per i lettori). Non ci sarebbe stato nessun reportage sulla primavera araba se i giornalisti non si fossero messi in contatto con i ribelli via Twitter o avessero tracciato le notizie tramite il social network.

In questi tempi di crisi per i media, Twitter è stata la manna dal cielo per molti quotidiani e professionisti del settore. Ad esempio, il presentatore del programma TV “Meet the Press” David Gregory ha 528,356 followers, la giornalista dell’emittente MSNBC Rachel Maddow ne ha 506,951 e l’opinionista del New York Times technology David Pogue ne ha 306,371.

Ma non solo. Un recente articolo del sito Fast Company, fa luce sulle strategie di Twitter per creare una relazione simbiotica tra il social network e la TV. Sono sempre di più coloro che twittano durante un programma TV e il second screen spinge il pubblico a bypassare le opzioni on-demand (Netflix) e ad accendere la TV all’orario prestabilito. Come prevedibile, molti emittenti televisive appoggiano Twitter perché riesce a far vendere inserzioni pubblicitarie.

Twitter sta facendo la sua fortuna consolidando modelli tradizionali, quali i quotidiani di qualità e la TV. Forse è questo uno dei motivi per cui il suo lancio in borsa è stato assai più brillante di quello di Facebook.

Facebook corre ai ripari

Facebook è visto da molti utenti come il luogo deputato alla socializzazione con gli amici, non al luogo dove informarsi o dove commentare in tempo reale un avvenimento. Ma a Zuckerberg questo non piace, poiché significa perdere importanti partnership con i media di tutto il mondo che invece Twitter si tiene ben stretti.

In tutta risposta lo scorso Agosto Facebook ha annunciato un cambiamento al suo algoritmo, così i post che hanno ricevuto tante interazioni possono essere riposizionati in cima al Newsfeed anche se inizialmente erano al fondo. Ma non è tutto qui, infatti è di poche settimane la notizia che Facebook vuole promuovere contenuti di alta qualità piuttosto che meme e simili.

Come diretta conseguenza il traffico verso i media generato da Facebook è aumentato del 170% rispetto lo scorso anno. Ad esempio da Settembre 2012 a Settembre 2013, il traffico proveniente da fonti social sul sito della rivista Time è aumentato del 208%, su Buzzfeed del 855% e su Bleacher Report (equiparabile alla Gazzetta dello Sport statunitense) del 1081% (via).

Il modello esistente sul web sembra non essere sostenibile a lungo

Non soddisfa chi produce contenuti né chi fa pubblicità. Alla prestigiosa conferenza LeWeb a Parigi, tenutasi poche settimane fa, è stato detto che i social media hanno caratterizzato il primo decennio del millennio, ma non caratterizzeranno il secondo. Nuovi meccanismi di equilibrio dovranno essere trovati perché il grande ecosistema del web, al momento gira come la ruota di un criceto. Ma sarà davvero possibile salvarsi da un implosione?