Bisogna credere veramente alla crisi di Facebook?

In questi giorni è tornato alla ribalta il tema della modifica dell’Edgerank, l’algoritmo che determina la visibilità organica dei post che pubblichiamo sulle Pagine Facebook. Abbiamo parlato in passato del nuovo algoritmo Facebook e abbiamo provato a spiegarvi le motivazioni che sono dietro questi cambiamenti. Oggi cercheremo di capire quanto fondamento hanno alcune recenti voci allarmistiche che vedono Facebook al centro della bufera.

Facebook perderà Brand, utenti e decaderà come Second Life?

Falso, o meglio prima o poi accadrà, ma ad oggi è bene contestualizzare i dati a livello globale. Parliamo di un social network che ha 1,110 milioni di utenti attivi [Fonte: facebook.com, marzo 2013], leader nella quasi totalità del mondo e tempi di permanenza web e mobile da capogiro.

Difficilmente troverete oggi un Brand disposto a rinunciare all’investimento fatto su questa piattaforma, e alle sue potenzialità, per passare a Google+ o qualsiasi altro social network.

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Facebook perde giovani a vantaggio di Twitter?

Tesi da dimostrare. La ricerca pubblicata da Statista che ha fatto parlare blog di mezzo mondo riporta che a Ottobre negli USA la popolazione di Facebook supera Twitter per fascia di età solo negli over 45. Questa ricerca ha fatto gridare alla fuga e spingere a disamine più o meno azzardate. E’ bene ricordare la ricerca è uno spaccato riferito ad una mensilità, non confrontato con altri periodi e localizzato nei soli Stati Uniti. In questo caso la cosa migliore e aspettare e continuare a monitorare la situazione.

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Facebook non innova più?

Falso. Facebook innova tutti i giorni senza stravolgere il concetto base dell’esperienza utente. Luigina Foggetti su Wired Italia ha riassunto bene il concept di Zuckerberg:

Facebook è progettato attorno l’atto del ricordare. Le Pagine profilo e la Timeline sono costruite per i nostalgici. Questo potrebbe essere il motivo per cui i ragazzi sembrano fuggire annoiati da Facebook, mentre gli adulti sono tutti intrigati: è il passato, non il futuro.

Che questo sia un limite o un valore aggiunto lo lascio decidere a voi, in ogni caso la piattaforma è viva, introduce settimanalmente novità e testa continuamente features [ecco alcuni esempi 12]. Infine, va ricordato che le recenti acquisizioni – Instagram è solo la più famosa – servono a strutturare l’ecosistema Facebook e, secondo me, ha ancora tante frecce a disposizione.

Noi lettori su web siamo sempre più voraci di novità e seguiamo ragionamenti di chi utilizza dati parziali e controversi per scrivere un titolo sensazionalista. Questi generano un veloce passaparola che diventa un opinione diffusa, seppur erronea.

In realtà Facebook esiste da 10 anni e il tempo cambia le cose. Il cambiamento può essere lento e inesorabile o avvenire per strappi, ma giorno dopo giorno ci si abitua. Questo per dire che arriverà il momento in cui Facebook sarà superato, ma per il breve e medio periodo dovremo abituarci e convivere questa piattaforma, che ci piaccia o meno.