Facebook Live: ecco come Zuckerberg conquista la TV

Nove mesi fa, un entusiasta Mark Zuckerberg presentò al pubblico il nuovo nato in casa Facebook, Facebook Live, feature che avrebbe dato a tutti la possibilità di trasmettere video in diretta dal proprio smartphone, funzionalità già attiva dall’anno precedente per celebrity e publisher. Anche in questo frangente, il social network in blu non brillò per originalità (Twitter con Periscope e prima ancora decine di piattaforme minori offrivano da tempo la possibilità di fare brodcasting live), ma garantire questa opportunità a quasi 1 miliardo e 800 milioni di persone era una storia completamente diversa.

Da allora, i nostri News Feed sono stati invasi da video in diretta di amici, parenti, Brand e publisher, spesso utilizzati anche in un modo non originariamente previsto dagli sviluppatori (es. i sondaggi attraverso video in diretta). Quello che il grande pubblico magari non sa, è che anche se ti chiami Facebook e hai una user base così sterminata, far sì che una nuova funzionalità venga utilizzata in massa e con continuità e tutt’altro che facile. Proprio per far sì che i Live ottenessero rapidamente “traction” in modo da monetizzarli il prima possibile, l’anno scorso Facebook ha stipulato diversi contratti con vip e publisher per garantirsi la produzione di contenuti esclusivi in diretta sulla piattaforma: accordi da milioni di dollari per rendere sempre più famigliare questo strumento al grande pubblico, valorizzandolo con contenuti di qualità.

A quanto pare, però Facebook non ha rinnovato questi accordi per l’anno in corso. A questo punto le possibilità sono due: o il prodotto ha raggiunto una popolarità tale che Facebook non ha più bisogno di pagare oltre 50 milioni di dollari l’anno per promuovere la sua diffusione, oppure in questi mesi la funzionalità non ha raggiunto i risultati sperati e non ha senso continuare a investirci.

Questo secondo scenario, però, sembra improbabile. Non solo i video live sono il contenuto con la più alta reach organica della piattaforma (favoriti in modo esplicito dall’Edgerank di Facebook), godendo quindi di un’altissima visibilità, ma allo stesso tempo milioni di persone utilizzano Live sempre più spesso, ultimo esempio in ordine cronologico i festeggiamenti di Capodanno.

Molti publisher hanno dichiarato che, dopo la fine dei contratti di esclusiva con Facebook, non potranno continuare a prevedere lo stesso effort nella realizzazione dei Live, ma NON li abbandoneranno, e questo rappresenta uno dei primi obiettivi raggiunti da Facebook con questo prodotto. Ora che i grandi player dell’informazione e le celebrity hanno toccato con mano le potenzialità dello strumento, abbandonarlo solo perché non si è più pagati per usarlo sarebbe da pazzi. Per Facebook più che vedere milioni di persone che fanno dirette video dei loro momenti quotidiani, quindi, è importante che i produttori professionali di contenuti video continuino ad utilizzare la sua piattaforma, non solo per i Live ma anche per la diffusione di prodotti montati di alta qualità che possano permettere al social network di raggiungere il suo ultimo, vero obiettivo: il nostro salotto.

Tutti gli sforzi che Facebook sta profusendo negli ultimi anni sui video, rendendoli sempre più centrali nella piattaforma (lo stesso Zuckerberg ha detto che entro il 2020 la maggior parte dei contenuti sarà di questo tipo) sono infatti mirati anche a riempire uno dei pochi spazi ancora poco o per nulla presidiati da Facebook, il tempo libero passato davanti alla televisione (a prescindere ovviamente da dinamiche di interazione second screen, che vedono sempre però lo schermo televisivo protagonista principale). Per quanto anacronistica possa sembrare questa affermazione agli occhi di un pubblico digitalmente evoluto, la tv generalista rappresenta infatti ancora il media per eccellenza per gran parte della popolazione e riuscire a scalfire questo dominio,  spodestando sua maestà Televisione dal tempo libero di miliardi di persone, rappresenta uno degli obiettivi più audaci che Zuckerberg si sia posto negli ultimi anni.

Una visione di questo tipo potrebbe comprendere video Live, premium video content e, perché no, contenuti originali (Netflix anyone?). Basta dare uno sguardo al Patent Office statunitense per capire in che direzione si stanno muovendo. Facebook Live quindi può essere considerato un successo? Sarà ridimensionato nel futuro per dare spazio ad altre tipologie di prodotti video? In realtà non dobbiamo chiederci questo, piuttosto se con i video in diretta Facebook abbia messo un ulteriore tassello in un mosaico che vede la grande F bianca al centro delle nostre vite, in ogni momento e in ogni luogo. E la risposta è senza dubbio “sì”.