Dalla crisi alla rinascita: l’effetto Trump su Twitter

Che Twitter stia attraversando una profonda crisi ormai da qualche anno è cosa risaputa. Crescita di utenti ben al di sotto delle aspettative, difficoltà di monetizzazione, scarso impegno dei Brand nell’utilizzo della piattaforma, vista ormai come mero canale di customer service, fino all’umiliazione di non riuscire a trovare neanche un compratore interessato ad acquisire quello che, ormai sembra un secolo fa, era considerato un social irrinunciabile.

Dall’8 novembre 2016, però, qualcosa è cambiato, e questo qualcosa si chiama Donald J. Trump. Tra le tante conseguenze dell’inaspettata vittoria alle elezioni presidenziali americane del tycoon di New York, c’è stata anche la rinascita dell’interesse generale verso Twitter, soprattutto nel contesto americano. Trump è famoso per il suo utilizzo di Twitter, un mezzo che gli permette di veicolare i suoi messaggi bypassando i media, con tweet che fanno sempre molta notizia, delle vere e proprie headline spesso condite da insulti o in generale caratterizzate da un tono molto aggressivo. Dal giorno della sua vittoria, non solo moltissimi utenti di Twitter sono tornati a frequentare la piattaforma per vedere con i loro occhi i tweet sempre poco “politically correct” del Presidente, ma anche le aziende hanno ricominciato a considerare la piattaforma nelle loro strategie di comunicazione online.

Prima di Trump, negli ultimi anni Twitter era arrivato ad essere visto dai Brand come un social network di seconda fascia, da non includere necessariamente nel mix dei canali presidiati proprio perché ormai in declino. Oggi, la stessa piattaforma comincia ad essere riconsiderata dai Brand perché è lì che nascono le notizie poi riprese dagli altri media, non ultime quelle riguardanti il famigerato muro tra Messico e Stati Uniti.

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Questa rinato interesse per Twitter, però, non equivale necessariamente ad un impegno economico dei Brand, (gli elevati livelli di CPA per le campagne su Twitter rispetto ad altri social rappresentano ancora un problema, nonostante tutto) e ovviamente questa attitudine dovrà modificarsi per poter davvero assistere ad una rinascita dell’uccellino in blu.

Un altro elemento da considerare riguardo il nuovo approccio dei Brand alla piattaforma deriva dalla stessa natura della figura di Trump. Il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America è un personaggio molto polarizzante, che divide in modo netto chi lo odia da chi lo sostiene. Questo elemento è da considerare con molta attenzione da parte dei Brand, poiché Trump non è nuovo al chiamare in causa aziende nei suoi tweet, spesso con risultati che possono portare a vere e proprie crisi da gestire. L’estensivo utilizzo di Twitter da parte di Trump potrebbe far presupporre inoltre una totale padronanza nell’utilizzo dello strumento da parte sua e del suo staff, ma i recenti casi di scarsa attenzione alla sicurezza (basti citare l’utilizzo di indirizzi privati come mail di recupero o la pubblicazione della password dell’account del Press Secretary direttamente in un tweet) farebbero pensare il contrario.

Trump considera Twitter una piattaforma molto potente, e questo si può evincere non solo perché è uno dei suoi canali di comunicazione preferiti, ma anche perché, da quando è subentrato ad Obama, ha imposto un vero e proprio silenzio social (e non solo) a tutte le agenzie federali, in attesa di nuove direttive. Durante i momenti di transizione tra un presidenza e l’altra queste sono fasi normali, ma diversi operatori stanno segnalando che in questo caso la sua attenzione, soprattuto verso l’EPA (l’agenzia nazionale che si occupa di protezione dell’ambiente, che dovrà addirittura eliminare la pagina sul cambiamento climatico dal suo sito ufficiale) rappresenta un preoccupante precedente. Il tempo ci dirà se il 2017 sarà per Twitter l’anno della rinascita sull’onda dell’effetto Trump, che intanto con le sue dichiarazioni e i suoi tweet è riuscito a far spostare in poche settimane l’Orologio del Giorno del Giudizio 30 secondi più vicino all’apocalisse. Chissà se Twitter avrà il tempo di godersi questo suo nuovo momento di gloria.