Awareness o e-commerce, strategie mobile a confronto

Non c’è piccola azienda, multinazionale o brand famoso che non ne abbia una, di applicazione mobile. Spesso si tratta di web app, altre volte ancora di app particolari o promozionali, slegate dai canali principali e rese disponibili solo per periodi di tempo limitati. Ma come vengono percepite le branded apps dagli utenti? Quali sono le strategie delle aziende e quali gli obiettivi perseguiti? Fidelizzare i clienti, creare nuove conversioni, premiare gli ambasciatori del marchio o creare brand awareness. Non tutte le società adottano la stessa strategia e c’è chi, settore a parte, si differenzia e distingue.

Nespresso

Tra le primissime applicazioni e mobile web site aziendali, un po’ per ordine cronologico ed un po’ per importanza del settore (nonché giro d’affari), vi è l’ottimo caso di Nespresso. Considerando le primissime versioni del sito mobile, datate 2003, possiamo dire che sia stata una delle primissime aziende ad adottare una ben chiara strategia mobile grazie alla partnership con la web agency francese Apocope.

L’app di Nespresso, come accade in tanti altri casi, è basata sul sito mobile web dell’azienda e in particolare sulla piattaforma e-commerce, vero e proprio core business online della società, integrato perfettamente con la strategia mobile. L’applicazione, quindi, si rivolge sia ai clienti più fedeli al brand che a quelli potenziali o semplici curiosi che possono così avere un assaggio, seppur virtuale, dei prodotti offerti. Quello che in realtà va a svolgere l’applicazione, invece, è la possibilità di ordinare le capsule, le macchine e gli accessori in totale mobilità per ricevere il tutto comodamente a casa o in ufficio. Mobile shopping, insomma. Non manca, ovviamente, la possibilità di rimanere aggiornati sulle ultime novità dell’azienda come i nuovi Cru di caffè, le varie ricette o le nuove macchine per l’espresso.

L’esperienza d’uso si concentra in due parti: la partecipazione alle degustazione virtuali, come avviene online all’interno del club riservato ai soli clienti; e la ricerca geolocalizzata delle bouitique e dei negozi autorizzati alla vendita. L’applicazione possiede anche una timida connotazione green vista la possibilità di ricercare i punti di raccolta nelle vicinanze per lo smaltimento ed il riciclo delle capsule usate.

Una lode va all’esperienza d’acquisto, sicuramente non troppo emozionale come invece ci si aspetta da Nespresso ma semplice e minimale: bastano pochissimi click per scegliere tipologia e quantità dei prodotti desiderati per completare un ordine. Per i più pigri è possibile riprendere gli ultimi carrelli ed effettuare rapidamente le transazioni con un semplice tap sullo schermo: può sembrare una banalità ma l’immediatezza dovrebbe essere l’essenza del mobile.

Un’app senz’altro semplice e completa sotto il profilo della usability con poche ma buone informazioni sul prodotto, la possibilità di trovare i negozi autorizzati sulla mappa e l’ottimizzazione per l’m-commerce. Acquistare qualche capsula o ordinare una delle nuovissime macchine diventa un’operazione davvero piacevole e questo consente all’applicazione di fare leva sia sulla parte emozionale/compulsiva degli utenti che sulla curiosità per incrementare la percezione del brand. Piattaforme supportate: Android, Blackberry, iOS e browser mobile tramite web app.

Barilla

Il motto dell’azienda numero uno per produzione di pasta, in Italia e all’estero, negli ultimi anni è cambiato di poco. Si può dire che la strategia mobile di Barilla può ora riassumersi nella frase: “dove c’è smartphone c’è casa”. Il nome scelto per la loro app può sembrare banale o scontato, eppure iPasta è molto di più di quanto un utente possa aspettarsi da un’applicazione di una multinazionale che opera in tutto il mondo.

Fondamentalmente possiamo dire di trovarci di fronte ad un ricettario completo, tutt’altro che basilare. Le ricette presenti in archivio sono consultabili offline e vengono suddivise per occasione, tempi di preparazione, regioni di provenienza e difficoltà di preparazione. Per ognuna di esse sono presenti le istruzioni dettagliate e passo passo che permettono anche al più imbranato di avere un discreto successo in cucina, con rispetto dei tempi prestabiliti. Le ricette sono strutturate sui prodotti Barilla, ovviamente, ma nonostante questo non sembra di essere di fronte alla solita app auto-promozionale. Infatti, nessuno vieta di provare con una pasta di marca concorrente o magari con qualcosa lavorato in casa. L’app mostra una selezione di prodotti reperibili sugli scaffali dei supermercati e, per ognuno di essi, suggerisce anche quale sugo abbinare ed un eventuale vino per completare l’opera.

L’esperienza utente è davvero elevata e l’applicazione è un vero e proprio concentrato di sapere e di strumenti: sì, perché oltre al ricettario iPasta offre anche un utile e divertente “dosa spaghetti” che verrà in aiuto ai meno esperti, consentendo loro di preparare una veloce spaghettata con amici.

Anche in questo caso Barilla ha scelto la strada dell’outsourcing affidandosi ad un’azienda italiana, la Kettydo, che ne cura lo sviluppo da circa tre anni. A differenza di altre compagnie, la presenza mobile di Barilla si differenzia per strategia: niente monetizzazione diretta ma brand awareness di altissimo livello. Tant’è che l’app iPasta (e quindi Barilla) è stata più volte insignita di prestigiosi riconoscimenti, come il recentissimo premio WWW de Il Sole 24 Ore, ed ha conquistato migliaia di utenti e clienti che hanno riconosciuto 5 stelle sui vari application store.
Piattaforme supportate: Android ed iOS.