Gif e video: l’effetto comico nei contenuti digitali

Uno dei fenomeni digitali più rilevanti e di più forte impatto nella società è sicuramente l’evoluzione della variabile temporale nella fruizione dei contenuti. La crisi dell’industria cinematografica, dell’home-entertainment sottende – tra gli altri fattori di crisi – una trasformazione radicale di come noi percepiamo il tempo nello spazio di fruizione. E la comicità come s’incastra in questo meccanismo perverso?

Non mi riferisco tanto a fenomeni come le web series, i video virali o a certi tipi di meme (i troll li trovo assolutamente banali e disgustosi); sono contenuti che rispecchiano un paradigma piuttosto classico. Se il media in questo caso ha delle caratteristiche diverse da quelli classici, al contrario i contenuti appartengono ancora al mondo della fiction cinematografica. L’analisi s’incentra su contenuti molto diversi, sempre appartenenti alla macro-categoria video, ma che fanno di un artificio retorico quasi ancestrale il loro punto di forza: la ripetizione. Sono le gif e i video “10 min di” spadroneggiano.

Gif e 10 minuti di…premesse

Quello che accomuna queste due tipologie di contenuti comici digitali sono la ripetizione, la natura video del contenuto e la logica del remix, tipica della cultura e approccio digitale 2.0. La ripetizione, va da sé, consiste nel disporre lo stesso gesto in maniera ravvicinata nella time-line del contenuto. E non a caso uso il termine “gesto” come azione umana che sfugge al controllo dell’io (da cui deriva l’effetto comico), contrariamente all’atto come comportamento derivato da uno stato di coscienza. Chiaramente, molti di questi contenuti contengono degli atti che tuttavia, inseriti in una logica di remix e interazione con contenuti testuali, generano dei gesti dall’effetto “conturbante” e comico (come diceva Freud). La natura del comico qui fa perno su tre vertici fondamentali: il riso come funzione sociale, come fattore psicologico e come fattore linguistico. E la tipologia di contenuti in analisi, per quanto semplici, sembra abbracciare tutti e tre i questi vertici.

Perché la ripetitività fa ridere sul web?

La natura della ripetizione come motore dell’effetto comico va ricercata nell’infanzia. Ridere grazie alla ripetizione di un gesto è un atteggiamento tipico dei bambini (che non possiedono riferimenti culturali e quindi sono più soggetti all’effetto di un gesto reiterato nel brevissimo periodo). Una cosa che ritroviamo in certi giochi come il “Jack-in-the-box”. Nel riso dell’adulto risuona quindi l’eco di un piacere infantile; ma anche nel senso che esiste un’omologia tra ciò che oggi suscita il nostro riso e ciò che un tempo ci procurava piacere. Il riso delle gif o dei video “10 min di” ci riporta al gioco infantile, dove possiamo ritrovare le condizioni della comicità primordiale. Una situazione analoga, tanto per intenderci, si produce quando ci si trova al buio in una stanza che non si conosce e nella difficile ricerca dell’interruttore si urta sempre di nuovo contro lo stesso mobile. Pensate al momento in cui vi è successo e magari eravate con qualcuno. Non vi fa ridere la cosa?

Remix e pastiche di linguaggi

Mentre l’effetto ripetizione fa quasi da cornice ai contenuti digitali, e fa da carburante comico al contenuto stesso, gli altri due fattori di successo sono la logica del remix legata all’utilizzo di più linguaggi: quello visivo e quello testuale. L’immagine in movimento viene reinterpretata culturalmente e quindi estrapolata dal suo contesto. E qui le gif sono la dimostrazione più facile di come ciò avviene. L’animazione che presa e analizzata per quello che è diventa puro analogon, quasi verità. Quando si unisce il testo, quando la funzione del linguaggio (in questo caso pragmatica e semantica) contesta e ribalta il significato culturale del video ecco che nasce il salto comico che poi la ripetizione esalta e prolunga all’infinito.

Volendo esagerare un po’ potremmo aggiungere che l’effetto comico si trascina un po’ verso l’altro. Mi spiego, se condivido un contenuto che mi ha fatto ridere o che ha un suo gusto comico, mi viene spontaneo settare il mio umore verso un mood “ridarolo” quasi come l’effetto comico si potesse tramandare attraverso la mera condivisione.

Ora è tempo di ridere un po’

E dopo che vi ho attaccati co’sto pippone, staccate pure il cervello e godetevi pure “10 minuti di fettine panate”, è quello che vi meritate.