Foodography: se non scatti, godi solo a metà!

Forse questa massiccia diffusione dello smartphone e la possibilità di scattare continuamente foto a ciò che vediamo, viviamo e persino mangiamo ha un ché di inquietante.
Forse il blogger genovese Adriano Cassissa ha più che ragione quando scrive: “Documentare la propria vita costantemente è diventata una mania, ci si scatta foto di continuo, ai concerti, al compleanno dei figli, al mare, in vacanza, etc. Il rischio è quello di perdere le emozioni vere per tentare di fare i ‘cronisti a tutti i costi’, producendo poi un overload, un sovraccarico, di informazioni”.

Ma tant’è che l’iPhone è lì sul tavolo, noi ci stiamo cimentando in una di quelle nuove creazioni culinarie che, se viene bene, ci renderà tanto tanto fieri di noi stessi..e la tentazione di catturare uno scatto del sublime risultato è troppo grande.

Del resto, forte di tutto questo è Foodspotting, l’app per ogni smartphone che permette, come dichiara sul sito, di raccomandare piatti, non ristoranti.
Come funziona? Poniamo che io oggi sia andata a pranzare in un ottimo ristorante: ho mangiato i più buoni tortelli di zucca della storia. Li fotografo, li condivido con Foodspotting (che è peraltro associato anche al mio Facebook) e faccio sapere al mio mondo sociale che, in quel ristorante, servono dei tortelli di zucca da urlo.
Nulla di nuovo sotto il sole, dato che il social food esiste già da tempo ed è una realtà consolidata soprattutto all’estero: in Italia cerca di imporsi con una comunità come quella di Gnammo. Funziona così: serve un cuoco improvvisato, una casa, un computer per organizzare l’evento e, ovviamente, una galleria fotografica del menù che si vorrà servire. Tramite Internet ci si prenota, ci si prepara a pagare una modestissima cifra e voilà, la cena social è servita!

Critiche al social foodography? La mia dolce metà sostiene che le nostre intime cene non dovrebbero finire su Facebook, non dovrebbero essere pubblicizzate sulla piazza 2.0. Per non far scoppiare la guerra dei Roses, ho allora abolito le foto dei miei esperimenti culinari su Instagram (dove peraltro il foodography spopola! Vedere per credere) e Facebook, e l’ho sostituite con questo: e come mi diverto..!