Tumblr: la terza via al social network [MINIGUIDA]

Tumblr è il social network senza l’ansia da prestazione degli altri social network. Prendete ad esempio Facebook: bisogna commentare, condividere, mettere like, chattare, taggare ed essere taggati, con il rischio di ritrovarsi nella home feed la foto del viaggio di nozze del tuo ex. Su Twitter bisogna stare sul pezzo: vince chi twitta per primo [e più frequentemente]. Apri un blog? Con esso arriva il gravoso senso di responsabilità verso i propri lettori ma soprattutto “l’ansia da post” [che porta tanti blogger a scrivere laqualunque, che altrimenti i lettori si disaffezionano]. E, poi, non è detto che i feedback siano sempre costruttivi, anzi capita spesso di piombare in mezzo a guerriglie di troll o fans contrariate di Justin Bieber magari seguito di una tua innocente battuta poco garbata sul loro eroe.

Perché Tumblr è differente? La parte social rimane confinata in un ambito strettamente confidenziale anche se, potenzialmente, i contenuti sono condivisi con tutto il web e indicizzati dai motori di ricerca, come avviene per un normale blog. Rispetto ad un blog, però, Tumblr è più facile da usare. Basta inserire user e password, dargli un “titolo” e subito ci si ritrova in una dashboard intuitiva che ti chiede se vuoi postare un testo, una citazione, una foto, una canzone o un video. Gli altri utenti [non iscritti a Tumblr] vedranno i contenuti postati dal tumblogger su un frontend che sembra un blog [ma non è un blog], personalizzabile grazie ad un’ampia gamma di template gratuiti messi a disposizione dalla premiata ditta Tumblr.com. L’attivazione dei commenti è facoltà dell’utente, inoltre, si possono rivolgere al proprietario del Tumblr [senza necessariamente essere iscritti] delle domande attraverso la funziona “Ask”. Invece, gli altri tumbloggers che decidono di cliccare su “Follow” vedranno i contenuti di quel Tumblr che hanno scelto, scorrere sulla loro dashboard [il backend].

Si possono seguire quanti Tumblr si vuole, a seconda dei propri gusti e dei propri interessi. A quel punto ci si ritrova in dashboard uno “stream of consciousness” fatto di foto, testi, video, canzoni e citazioni. Lo spirito che anima Tumblr è la condivisione, il suo scopo è quello di “ispirare”. Se il contenuto condiviso da un altro utente ispira particolarmente si clicca sul magico tasto del “Reblog”, che consente la ripubblicazione rapida del post pubblicato da altri [mantenendo però tutti i link originali].


Vi è una sorta di “rispetto” verso ogni contenuto che passa. Se qualcuno si dimentica di mettere il link a cui fa riferimento quel contenuto, immediatamente qualcun altro glielo farà notare. E’, inoltre, uno dei pochi posti nel web dove non prosperano troll, fake e flame, forse perché non ci si prende troppo sul serio [Tumblr fa da cassa di risonanza alla maggior parte dei meme] oppure perché non è il luogo adatto per dare sfogo all’ego di certi personaggi che, infatti, proliferano altrove.

Non è il mezzo adatto per l’autopromozione eppure ci sono comunque Tumblr di aziende, personaggi noti, scrittori e artisti che sono dei veri e propri “gioellini”. Da segnalare quello della Pixar, con retroscena e piccole anticipazioni, e quello patinatissimo di Vogue. Il Tumblr di Lady Gaga, affascinante ed esoterico e quello del fotografo Terry Richardson. Tra i connazionali segnalo Max Pezzali, che lo usa come personale diario fotografico e infine la disegnatrice romana Eleonora Antonioni, che pubblica vignette giornaliere disegnate sulla sua Moleskine, scansionate e infine postate.

A questo punto, sento che solo una domanda è rimasta inespressa: ma “Tumblr” come diamine si pronuncia? Vi dirò…non lo so. Io dico “tambler”, ma non ci metto la mano sul fuoco.

Laura Fontana

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