Ecco perché Twitter introdurrà il suo Edgerank

Recentemente Social Media Examiner ha rilasciato Social Media Marketing Industry Report 2013, uno studio nato da oltre 3.000 interviste a marketer operanti sui Social Media che ci rilascia trend interessanti. Prendendo spunto da questo documento mi sembra chiaro quello che sarà l’elemento chiave nel mondo dei social: l’algoritmo.

Partiamo dalla ricerca e dall’89% dei marketer che individua il più grande vantaggio derivante dal SMM nell’aumento di visibilità per il Brand [awareness]. E’ diretta conseguenza l’importanza riservata a tattiche di engagement  soprattutto a seguito della crescente rilevanza assunta dall’Edgerank – leggi qui per comprendere cos’è e come funziona l’algoritmo di Facebook – che richiede tecniche efficaci per coinvolgere il pubblico.
A questo proposito il tema della visibilità dei contenuti sarà sempre più centrale per marketer e aziende, oltreché per le multinazionali del social.

Detto ciò, non è difficile prevedere l’esplosione di algoritmi social sul modello di Facebook, una necessità funzionale sia a far fronte all’overload di informazioni a cui l’utente è soggetto quotidianamente sia all’aumento di denaro nelle casse di Facebook, Twitter & co.

Il primo passo sarà probabilmente quello di Twitter che recentemente ha annunciato l’introduzione di due nuovi campi di metadati per la loro API: language e filter level. La prima individuerà il linguaggio di scrittura dei tweet, mentre il secondo segmenterà questi in quattro categorie: nessuno, basso, medio e alto.

In parole povere, grazie ad un algoritmo finora sconosciuto, i tweet potranno essere suddivisi per lingua e per rilevanza gerarchica tanto da far apparire sul nostro stream solo contenuti a cui verrà attribuita una maggior rilevanza, mentre per tutti gli altri si dovrà ricorrere a contenuti sponsorizzati.