Cos’è lo Storytelling e come applicarlo al Turismo

Ho intervistato Marianna Colantoni, docente presso la Wannabe Academy del corso in Storytelling applicato al settore del Turismo. Le ho fatto alcune domande per iniziare a scoprire cosa vuol dire raccontare storie nell’ambito della promozione turistica.

Ciao Marianna, puoi raccontarci cos’è lo Storytelling?

Banalmente, se così si può dire, lo Storytelling potrebbe essere definito come l’arte di raccontare storie.
“Questo lo fa anche una bella pubblicità”, potreste dire voi. E allora io vi risponderei che ciò che distingue lo Storytelling da una tradizionale comunicazione pubblicitaria è riassunto qui di seguito:

– lo Storytelling contiene delle emozioni legate alla storia del prodotto e/o dell’attività imprenditoriale più che ai fatti;
– lo Storytelling usa i sensi per descrivere il prodotto e/o l’attività imprenditoriale;
– lo Storytelling crea nella mente dell’ascoltatore un nuovo mondo o una nuova concezione del prodotto e/o dell’attività imprenditoriale;
– lo Storytelling è legato ai valori identitari;
– lo Storytelling ha l’obiettivo di coinvolgere, non di convincere;
– lo Storytelling attiva il pensiero laterale.

Lo Storytelling può essere un efficace strumento di promozione turistica per le strutture ricettive?

Assolutamente si! Come dice l’antropologa e scrittrice statunitense Mary Catherine Bateson: “La nostra specie ragiona per metafore e impara attraverso le storie”.

Da sempre noi impariamo dalle storie perché le storie ci emozionano, ci coinvolgono, ci aprono la mente, ci cambiano.

E cosa potrebbe essere “messo sotto forma di racconto, di storia” per una struttura ricettiva se non il modo in cui è nata la nostra attività, il nostro agriturismo o ristorante? Lo stesso vale per il territorio e la gente che lo abita: narrare le abitudini, gli stili di vita, le storie dei nonni e dei bisnonni genera spesso momenti di suggestione in chi ascolta. Così come il narrare le leggende e le favole del luogo: un vero e proprio tesoro nascosto che attende solo di tornare nuovamente alla luce. O ancora, il raccontare il “dietro le quinte”, le persone amano ascoltare aneddoti e curiosità su ciò che accade nelle retrovie della nostra attività: il modo in cui è nato un piatto, le difficoltà vissute nei campi per via del tempo non clemente, far vedere chi si alza presto per preparare la colazione agli ospiti, ciò che accade in cucina. Insomma, i momenti di vita quotidiana, compresi gli alti e bassi, comprese le difficoltà a cui non si è potuto porre rimedio, se raccontate in un certo modo, costituiscono storie emozionanti, divertenti che creano in chi legge empatia.