Content curation: come farla al meglio [MINIGUIDA]

SEO, editor e nerd informatici ne parlano ormai da mesi: la content curation è sulla cresta dell’onda, non si può stare senza, ma come farla senza perdere tempo in cose inutili e col massimo rendimento? Ecco la mia ricetta segreta.

Prima di tutto, stabilire una solida relazione con i lettori e creare contenuti. Spesso si pensa che gestire i contenuti sia un atto completamente distaccato dal produrli, ma le esperienze maggiori, come quelle dell’Huffington Post o di Mashable, per esempio, ci insegnano che il successo ruota invece intorn a tre C: Creare, Contribuire, Collezionare. Chi vi segue non vuole dover girare per tutta la rete in cerca di materiali interessanti e correlati tra loro, se trova in voi un momento qualitativo è indubbiamente incline a seguirvi anche in futuro.

Qualità nei contenuti è sinonimo anche di condivisione, non furto di idee: gli altri creativi sono degni del vostro massimo rispetto. Di conseguenza, quando condividete qualcosa è importante inserire le referenze corrette, i link back e indicare l’autore, non importa che si tratti di una foto di Pinterest o di un articolo da Tumblr. Trattate gli altri proprio come vorreste essere trattati voi stessi, senza sfruttare il duro lavoro di ricerca che hanno fatto. Commentate i contenuti altrui, stabilite una relazione con gli altri content curators, re-twittateli consapevoli di quel che hanno linkato.

Non limitatevi a una sola piattaforma: gli utenti sono ormai abituati a scegliere autonomamente il mezzo di informazione da seguire, non arriveranno da voi in modo spontaneo, come un tempo, quindi promuovete i vostri contenuti a tutto tondo: un post su Tumblr, una foto su Flickr, un video su YouTube e così via, magari facendo una lista tematica dei contenuti su uno strumento più tecnico, come Urlist.

Infine, siate presenti: stabilite in anticipo una scaletta di lavoro e appuntamenti fissi per i vostri follower, diventate per loro una pausa di lettura irrinunciabile, con un orario e un giorno predeterminato, e partecipate alle conversazioni generate dai vostri contenuti, facendo sentire che dietro allo schermo c’è una persona reale, interessata alla condivisione alla pari, non dall’alto verso il basso. Insomma, siate una musica, non un rumore costante.