Facebook hashtag, utili a content curation e reach

Facebook, pur essendo nato principalmente per conversazioni private, non ha potuto far a meno di adeguarsi a quello che ormai pare essere un social standard: l’hashtag.

Diffuso orignariamente da Twitter ha preso piede su altri social network: LinkedIn, Google+, Pinterest, Instagram e Tumblr.

Nonostante il New York Times ne decreti già la morte, nei giorni seguenti al lancio, un po’ per novità un po’ per curiosità, i Top Brand su Facebook ne hanno incluso almeno uno nel 94% dei post pubblicati [fonte: Simply Measured].

Spento l’effetto novità credo che l’utilizzo degli hashtag sia funzionale a due scopi:

Content curation. Inserire sempre nei post pubblicati il proprio hashtag farà aumentare la popolarità della Pagina tra chi fino a quel momento non aveva seguito gli ultimi aggiornamenti.
Ad esempio cliccare su #rqsocial, contenente tutti i post di Republic+Queen relativi alla categoria Social, porterà il lettore a visionare tutti i post su Facebook della sola categoria di suo interesse.

Reach. Soprattutto se usati in relazione a temi popolari possono far cavalcare alla Pagina l’onda del momento e generare un aumento della portata dei post e delle discussioni anche tra i non fan.
Ad esempio durante concorsi, spettacoli ed eventi live l’hashtag funziona da connettore tra i contenuti, amplificandone l’impression.

Sempre a proprosito di concorsi – fotografici in questo caso – immaginate le opportunità che avete con l’integrazione nativa di Instagram i cui post, se condivisi su Facebook, mantengono sia gli hashtag che le eventuali menzioni.

Gli hashtag sono ricercabili tramite il motore di ricerca interno, Graph Search [leggi qua cos’è e a cosa serve], ma va evidenziata una grande differenza rispetto agli altri social: gli hashtag visibili su Facebook sono solo quelli di tipo pubblico, prevalentemente quelli delle Brand Page, mentre la maggior parte dei messaggi degli User sono privati e dunque non visibili dai non amici nonostante la presenza del #cancelletto.