Meno web, più libri ed altri propositi 2013 [POST CONDIVISO]

Dopo l’articolo della scorsa settimana in cui parlavamo delle cose che non vogliamo rivedere nel 2013, in questo post vi condividiamo ciò che ci proponiamo di fare quest’anno. Un punto di vista su come cambiare – in meglio – le nostre vite ed uno spunto di riflessione o ispirazione.

Gioia Pistola

Organizzare in liste decenti i miei contatti Facebook, impostare accuratamente la privacy in base alle liste (e nascondere update di spammers incalliti), rimuovere i permessi di Location ad alcune applicazioni. La sensazione di aver perso il controllo delle proprie informazioni sta diventando sempre più una realtà;

Abbandonare ogni to-do list app a favore di …(?);

Disiscrivermi dalla valanga di siti di couponing per viaggi, abiti, bellezza, palestra, startup, scarpe, ufficio, rimuovere le notifiche push delle relative applicazioni e limitare il one-click flow per gli acquisti online.

Luca Panzarella

– Lanciare questo mio progetto;

Investire in una startup (un’altra, non la mia);

Fare una cosa alla volta. Che a fare tante cose insieme puoi sempre dire che non hai avuto abbastanza tempo per farcela.

Andrea Carnevali

Lanciare un nuovo progetto di t-shirt per Republic+Queen che possa appagare il gusto estetico nel vestire, sopperire all’eliminazione dell’Adv di Google e rendere il sito più fruibile e bello. A febbraio/marzo conto di parlarvene più approfonditamente.

Approfondire il design. Leggere, esercitarmi e sperimentare per entrare in questo mondo che mi affascina.

Scegliere tra Instagram e Flickr. Ok che assolvono a funzioni diverse, ma il tempo che ho da dedicargli mi fa scegliere soltanto una piattaforma. Entro il primo trimestre l’esito.

Luca Piras

Mi abbono ad Evernote Premium. Sono un maniaco dei dettagli ma ho anche la memoria molto labile. Da anni, perciò, faccio affidamento alla tecnologia e ad una startup californiana che ha creato un servizio su misura per me: Evernote. Note, schizzi e disegni, fotografie e registrazioni audio; è un po’ il Dropbox delle degli appunti e delle cose importanti. Il Premium offre più funzionalità ma, soprattutto, è un riconoscimento per il loro lavoro. Funziona su tutti i dispositivi, anche mobile;

Padfone, quasi quasi… Il primissimo modello l’ho toccato con mano al Mobile World Congress di Barcellona lo scorso anno, e mi ha impressionato. Avere uno smartphone che può diventare un tablet grazie ad un supporto esterno che ricarica, contemporaneamente, anche la sua batteria è qualcosa di sfizioso. Due dispositivi in uno e poi ha Android: compri le app una volta e le usi su due dispositivi;

Meno carta, più digitale. Ormai anche i volantini con le offerte dei supermercati e delle grandi catene, di elettronica, arredamento e così via, sono diventati digitali. Per il nuovo anno voglio ridurre anche gli acquisti di giornali e riviste tradizionali, ovvero cartacee, a favore delle loro versioni per smartphone, tablet e computer. Il tatto ne risentirà, la vista pure, ma l’ambiente forse no.

Alessandra Giglio

Mollare Facebook e toglierlo dalla homepage (ché gli aggiornamenti di stato hanno rotto): si sa che non ci si riuscirà, ma provarci è già molto;

– Impegnarsi intensamente a provare a conoscere meglio il mondo Android, tentando di superare quella grafica paurosamente annoiante;

Venire in possesso di un occhiale Google (per poi NON usarlo giacché risulta un pochino eccessivo e invasivo… ma ‘mmazza quant’è “nerd-amente” fico!).

Andrea Torcoli

Passare ad uno smartphone Android o Windows Mobile. Un celebre annuncio stampa AVIS di Bill Bernbach, padre della DDB, inneggiava alla qualità che solo il n.2 può dare. I numeri due sono sempre costretti a fare meglio e a inseguire. Non possono permettersi di sbagliare. E noi non possiamo permetterci di fossilizzarci. Rinnovarsi o morire!;

Sfoltire la mia presenza sui social network. Nell’era del SEO e dell’indicizzazione io dico che è meglio una presenza di qualità che di quantità. E’ vero
che il digital è in fermento ma ormai possiamo essere in grado di capire chi è in gamba oppure no. Esserci è importante, certo, ma è meglio in pochi posti e giusti;

Cedere ad un e-book reader. Amo i libri. Il libro è l’oggetto perfetto, niente storie. Però una sbirciatina non fa poi così male, no? Forse il reader è la massima espressione del cosiddetto tablet.

Viviana Ramazzotti

Finire tutti i corsi di Codecademy: imparare almeno in linea generale a programmare dovrebbe essere un sine qua non per qualsiasi digital marketer, altrimenti si è come un insegnante che non parla italiano;

Riprendere in mano WordPress, e farne una hub più complessiva ed elaborata che raccolga e tutte le frammentate informazioni, stimoli,  discussioni e pensieri che nascono altrove e sfuggono tra un social e l’altro;

Passare meno ore online. Perchè il digital ha le sue specificità di canale che possono a volte impedire di vedere un quadro d’insieme: le idee che durano le genera il mondo reale.

Wally Montagner

Comprare uno smartphone NFC enable che mi permetta di effettuare pagamenti e di accedere a servizi perché le mie borse sono sempre più piccole e ridurne il contenuto è cosa gradita ;)

Seguire la prossima campagna elettorale su Twitter e, in generale, la politica. Perché? Perché le idee sono meno viziate dalle opinioni di chi in TV modera i dibattiti, perché il dialogo e la condivisione delle idee portano a farsi un’idea più completa del panorama circostante, perché diciamocelo, è sicuramente più cool ;)

Mollo Android e Apple e compro un tablet Windows 8 ;)… magari fra 6 mesi è morto e sepolto, soprattutto viste le ultime performance di Microsoft in fatto di lancio nuovi prodotti, ma quelle piastelline così pulite e colorate a me piacciono proprio!

Silvio Gulizia

Ridurre a 2 alla settimana le notti che vado a letto con l’iPad;

Inserire il do-not-disturb dalle 9 di sera alle 8 di mattina;

Leggere più libri che non c’entrano nulla con la mia attività per stimolare il mio cervello.

Laura Fontana

– Non posso promettere che non vi trollerò più, né che smetterò di OLDare i meme che avete postato su Facebook e che avevo visto sul Tumblr almeno tre giorni prima. Non posso neanche promettere di staccare l’Internet e darmi alle passeggiate in campagna. Il buon consiglio che posso dare a me stessa e a voi è uno solo: prima di premere INVIO, pensateci quei tre secondi in più.